Nasce in Svizzera il partito anti-PowerPoint

LA RIVOLTA

Nel mirino del movimento l'abuso di "noiose presentazioni" in formato digitale, che fanno perdere 500 miliardi di dollari all'anno al mondo del business. Il fondatore Mathias Pohem promuove il ritorno alle lavagne tradizionali

di Paolo Anastasio
Nasce in Svizzera il partito Anti-PowerPoint, per combattere le perdite di tempo e di denaro causate dal mare di presentazioni, che ogni giorno invade il mondo del business. Capo della crociata anti-slide è Matthias Poehm, un ex ingegnere elettronico specializzato in software, che ha fondato il Partito Anti-PowerPoint all’inizio di luglio con sede a Bonstetten.

Poehm definisce la sua creatura “un movimento internazionale” che ha l’obiettivo di “diminuire il numero di noiose presentazioni a livello globale”, aggiungendo che un altro scopo del movimento è far sì in futuro che tutte le persone che non vogliono utilizzare PowerPoint non “debbano sentirsi in dovere di giustificarsi”.

L’Anti-PowerPoint Party sostiene che il costo sostenuto dalle aziende per pagare tutti coloro che partecipano a “inutili” presentazioni in PowerPoint si aggira intorno ai 500 miliardi di dollari in compensi orari e retribuzioni perse. Secondo il partito un’alternativa al PowerPoint esiste: basterebbe utilizzare delle lavagne tradizionali, che secondo il movimento consentirebbero di abbattere i costi del 95%, producendo risultati molto più affidabili rispetto al software.

La boutade di Poehm non sembra del tutto avulsa dal lancio del suo libro “The PowerPoint Fallacy”, non del tutto casualmente offerto con uno sconto del 37% ai membri del partito, che potrebbe presentarsi alle prossime elezioni elvetiche in ottobre. Secondo gli analisti, le regole auree per una buona presentazione in PowerPoint sono chiare: poche slide, al massimo dieci, da esporre al massimo in 10 minuti. Utilizzare caratteri grandi, più facilmente leggibili, ed esporre soltanto i concetti salienti.

18 Luglio 2011