L'Europa punta sull'R&D: stanziamento record da 7 miliardi

INNOVAZIONE

Via alle call of proposal del Settimo Programma Quadro. Focus su Ict, mobilità sostenibile e smart cities. Il commissario Geoghegan-Quinn: "Così usciremo dalla crisi"

di Federica Meta
L’innovazione strategica per far ripartire l’Europa. Non un semplice slogan ma l’idea che ha animato il maxi investimento messo in campo dall’Unione europea per dare impulso all’innovazione tramite la ricerca. Si tratta di 7 miliardi di euro – il più corposo pacchetto di finanziamenti di questo tipo mai messo a dosposizione da Bruxelles – che rientrano nel Settimo programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico (7° PQ).
Tra gli oltre 16mila beneficiari figurano università, enti di ricerca e industria con una attenzione particolare alle piccole e medie imprese, a cui è destinato un pacchetto di quasi 1 miliardo: 53 il numero di bandi totali, di cui 39 sranno già pubblicati domani 20 luglio.

Stando alle previsioni della Commissione europea il finanziamento dovrebbe creare, nel breve periodo, circa 174mila posti di lavoro, che diventaranno 450mila in 15 anni, oltre a far aumentare il Pil di quasi 80 miliardi.
“L’Europa sta dando l’ennesima dimostrazione del proprio impegno a porre ricerca e innovazione in cima all’agenda strategica per la crescita e l’occupazione – sottolinea Máire Geoghegan-Quinn, commissario Ue per la Ricerca e l’Innovazione – La competizione a livello europeo per ottenere questi finanziamenti riunirà i migliori ricercatori e innovatori d’Europa per affrontare i problemi del nostro tempo, come l’energia, la sicurezza, l’approvvigionamento alimentare, i cambiamenti climatici e l’invecchiamento della popolazione. Intendo dimostrare ai contribuenti che faremo di tutto per sfruttare al meglio ogni euro speso ,a cominciare dai call of proposal di oggi”.

Un obiettivo “virtuoso” in un periodo in cui la parola “austerità” è diventata un must per le politiche comunitarie e nazionali. Ma è proprio in questi momenti- come rimarcato più volte dal commissario – che bisogna investire sulle nuove tecnologie “in grado di creare posti di lavoro più sostenibili e contyribuire ad uscire dalla crisi”. Motivo per cui appena lo scorso febbraio il Consiglio d’Europa che ha visto rinuiti i governi europei, ha deciso di incrementare gli investimenti in R&S nonostante la crisi.

Dei 7 miliardi di euro circa 1 miliardo e 300mila euro verranno destinati – tra le altre - ad iniziative Ict, 84 milioni allo Spazio, 313 milioni per la mobilità sostenibile e 40 milioni per le smart cities.
Tra le novità di quest’anno spicca l’istituzione di un nuovo riconoscimento europeo per le donne “innovatrici” il cui lavoro è stato finanziato dal 7° PQ o da programmi precedenti: in palio tre premi da 100mila, 50mila e 25mila euro.

Rimarchevole la presenza dell’Italia nel Settimo programma quadro. Sono infatti cinque i centri di ricerca, pubblici e privati, che hanno già ricevuti finanziamenti europei Cnr (121milioni), Alma Mater Università di Bologna (41 milioni), Politecnico di Milano (39), Università degli Studi di Roma “Sapienza” (39) e Centro ricerche Fiat (36).

Il Settimo Programma quadro è finanziato dalla Ue con un budget di più di 53 miliardi di euro per il periodo 2007-2013. Di recente, gli Stati Membri hanno posto la ricerca e l'innovazione in cima all'agenda politica, adottando la strategia Europa 2020. L'iniziativa "Innovation Union", che ne è parte integrante, punta sull'innovazione quale elemento chiave dei piani di investimento in crescita sostenibile e occupazione. Nell'ottica di dare continuità al cammino già intrapreso, il 29 Giugno la Commissione ha proposto un incremento sostanziale del 46% dei fondi destinati alla ricerca e l'innovazione nel prossimo quadro finanziario pluriennale 2014-2020. Il nuovo programma "Horizion 2020" che partirà nel 2014 intende inoltre incentivare e semplificare l'accesso a finanziamenti in questi settori vitali.

19 Luglio 2011