Think3, la Provincia di Bologna accusa Versata: "Ha intenti predatori"

IL FALLIMENTO

L'assessore alle Attività produttive, Pratoni, scrive ai ministri Frattini e Romani e ai parlamentari bolognesi sul destino della società messa in fallimento: "Tutelare l'occupazione e il marchio"

di Federica Meta
La Provincia di Bologna scende in campo a sostegno di Think3. Questa mattina, l'assessore alle Attività produttive, Graziano Prantoni, ha scritto ad alcuni rappresentanti istituzionali per informarli sulla vicenda della società specializzata in software per il design, acquisita lo scorso ottobre dalla texana Versata Technologies e messa in fallimento il 3 maggio per decisione del tribunale di Bologna.

Tutti i parlamentari bolognesi e i ministri degli Affari esteri Franco Frattini e dello Sviluppo economico Paolo Romani sono stati messi al corrente “della difficile impasse che il Curatore si trova ad affrontare per ridare a Think3 Inc. (unica titolare della proprietà intellettuale di importanti software) la proprietà e la gestione dei suoi assets a fronte di ripetute ingerenze e false informazioni che Versata ha fornito e sta fornendo ai clienti”, si legge nella missiva.

Nei giorni successivi alla sentenza, infatti, il curatore fallimentare aveva esercitato il diritto di scioglimento del contratto di licenza con Versata così come previsto Legge Fallimentare. In conseguenza di ciò, Versata non potrebbe più concedere in licenza i prodotti Think3 e usarne i marchi. La decisione non è però piaciuta negli Usa da dove la stessa Versata, per bocca del direttore generale Austin Scee, aveva chiarito che “il curatore fallimentare italiano non ha l’autorità legale di togliere a Versata la proprietà dei prodotti Think3. Prodotti per i quali Versata ha investito milioni di euro per il solo acquisto, molto più del loro effettivo valore di mercato”. In altre parole l’azienda statunitense avrebbe continuato ad utilizzare i software targarti Think3.

“In sede di Tavolo di Salvaguardia, alla presenza di tutte le parti coinvolte – spiega Pratoni - ho proposto di coinvolgere nella complessa situazione del fallimento Think3 i Ministri Frattini e Romani e tutti i Parlamentari bolognesi al fine di sensibilizzare il Governo e l'opinione pubblica. Ritengo che la vicenda sia surreale e kafkiana se non implicasse, ancora una volta, lo stato di grave indigenza economica di oltre centocinquanta lavoratori, privati del loro posto di lavoro da manager superficiali e da un competitor straniero che pare essere animato unicamente da un intento predatorio, bypassando le leggi italiane sulla tutela dei lavoratori e dei creditori. Auspico che il contributo dei Parlamentari e dei Ministri riesca a supportare la società Think3 Inc., dissolvendo dubbi e incertezze che incombono sulle possibili prospettive gestionali e occupazionali”.

Think3 svolge dal 1979 la sua attività di sviluppo vendita e assistenza software ad alta tecnologia, occupando circa 150 dipendenti nella sede principale di Casalecchio di Reno e in altre 4 filiali. Negli anni della globalizzazione l'azienda è divenuta una società americana attraverso l'ingresso di ulteriori soci nel capitale sociale, pur rimanendo a Bologna il centro di eccellenza dello sviluppo del software con altissima concentrazione di personale laureato. Dal 2008 è iniziata la crisi economica e finanziaria che si è acuita nel 2010 pregiudicando la continuazione dell'attività.

20 Luglio 2011