Elettronica ed elettrotecnica +4,9% nel 2010. Ma il 2011 resta incerto

ANIE

Anie: la ripresa spinta dall'estero. Oltre il 45% del giro d'affari complessivo è frutto delle vendite oltreconfine che crescono del 7%. Il presidente Guidi: "Pesa la debolezza del mercato interno"

di Federica Meta
L'industria elettrotecnica ed elettronica italiana ha intrapreso un graduale cammino di uscita dalla crisi, sulla spinta della ripresa internazionale, mentre si mantiene più debole il contributo domestico. Questo il quadro a "luci ed ombre" emerso alla presentazione dell'andamento settoriale degli ultimi 18 mesi fatto da Confindustria Anie. Il primo semestre del 2011 ha fatto registrare una crescita del volume d'affari aggregato del comparto del 5%, in linea con le tendenze espresse lo scorso anno.

Nel 2010, dopo l'accentuata flessione del biennio precedente (-15,3% nel 2009), il volume d'affari aggregato dell'industria elettrotecnica ed elettronica italiana è infatti tornato a crescere, con un incremento del 4,9% a un valore vicino a 56 miliardi di euro. E' stata l'elettronica a mettere a segno la dinamica più sostenuta (+5,9% dopo il calo 18,3% del 2009), mentre l'elettrotecnica ha registrato un incremento del 4,3% (dopo -13,6% nel 2009) per un valore di oltre 36 miliardi di euro. La spinta decisiva al miglioramento è giunta dall'estero: oltre il 45% del giro d'affari complessivo dei settori Anie è stato fornito dalle vendite oltreconfine, quota che secondo l'Associazione è destinata ad aumentare nei prossimi anni per effetto dei crescenti fenomeni di riposizionamento competitivo sui mercati esteri.

Intanto, il 2010 ha messo a segno un aumento delle esportazioni del 10,5% (contro -17% nel 2009), per effetto di un incremento dell'8,8% per l'elettrotecnica a 18,3 miliardi (dopo -14,7%) e del rimbalzo del 15,2% dell'elettronica (da -22,7%). Il canale domestico ha mostrato invece una dinamica piu' debole (+4,4%) lo scorso anno, risentendo della scarsa vivacità degli investimenti infrastrutturali e della perdurante fragilità degli investimenti nelle costruzioni.

Peraltro il percorso di uscita dalla crisi non può dirsi concluso: nonostante i primi segnali positivi, i livelli di attività restano lontani di oltre 20 punti percentuali da quelli pre-crisi - sottolinea l'Anie - rilevando anche che nel 2011 dopo la vivace performance di inizio anno, il secondo trimestre ha registrato segnali di rallentamento. Finora è stata l'elettrotecnica, con un aumento del fatturato del 6% nel primo semestre) a mostrare un maggiore dinamismo, mentre l'elettronica si è fermata a +2%. Anche in questa prima parte dell'anno è stato prevalentemente l'export a dare sostegno, con un aumento del 7% (+8% per l'elettrotecnica e +4% per l'elettronica), peraltro meno brillante del 2010.

L'analisi del portafoglio ordini fornisce indicazioni contrastanti sulla tenuta della ripresa, risentendo anche delle forti incognite dello scenario sia europeo sia extraeuropee e facendo emergere un rallentamento dell'ordinato nell'elettronica. Nel primo quadrimestre si sono inoltre mantenute negative le tendenze occupazionali, pur con un rallentamento del ritmo di caduta. Per l'elettronica la flessione dell'occupazione è stata dello 0,9% e per l'elettrotecnica dell'1,4%, da raffrontarsi peraltro anche al -1,6% medio del manifatturiero.

Nonostante il miglioramento delle performance il cammino di uscita dalla crisi - puntualizza Anie - non può dirsi ancora concluso: i primi segnali positivi, i livelli di attività restano lontani di oltre 20 punti percentuali da quelli pre-crisi e le difficoltà congiunturali continuano a riflettersi anche sui livelli occupazionali, relativi in particolare alla forza lavoro meno qualificata. Soddisfatto, ma prudente il presidente di Confindustria Anie, Guidalberto Guidi. "Il 2010 è l'anno in cui l'industria elettrotecnica ed elettronica ha intrapreso un graduale percorso di uscita dalla crisi - commenta - Ma, dopo lo slancio inatteso del primo semestre 2010, il cammino si mantiene irto di difficoltà e tende a snodarsi apiccoli passi, fra arretramenti e nuove risalite, in risposta a un quadro macro-economico ancora instabile".

Guidi cita tra i punti di forza del settore "l'elevata capacità di resistenza e di rinnovamento espressa dalle imprese Anie", che hanno avviato cambiamenti tecnologici e organizzativi. Tra le difficoltà maggiori, invece, vi è la "costante debolezza del mercato interno, penalizzato dalla carenza di investimenti infrastrutturali" e dalla "crescente instabilità nel mercato delle materie prima".
Per quanto rigiarda il 2011 il presidente di Anie spiega che "mentre per la prima parte dell'anno il settore prosegue nel graduale percorso di superamento della crisi", le "attese per la seconda parte restano incerte, condizionate a una effettiva accelerazione degli investimenti nel territorio nazionale e a una tenuta della ripresa nei mercati esteri più dinamici".

"Le tensioni che sono emerse a livello nazionale e internazionale nel periodo più recente - ha osservato - accrescono i timori delle imprese per un rallentamento del ritmo di recupero in chiusura d'anno".

Secondo Guidi, infine, "si ripercuote negativamente sulla domanda estera rivolta alle tecnologie Anie la difficile situazione nordafricana, regione in cui le imprese avevano acquisito significative opportunita' di crescita e in cui, in molti casi, e' venuta meno la continuità degli investimenti programmati".

20 Luglio 2011