Google+ a caccia dei vip di Hollywood

SICUREZZA

Il nuovo social network sta mettendo a punto una "campagna acquisti" di nomi celebri: alla base, un nuovo sistema di verifica dell'identità degli iscritti. Intanto, in Italia, il sito di Repubblica "cacciato" dal servizio

di P.A.
Google+ al decollo, ma fra mille incertezze. Dopo la "cacciata" di William Shatner, l'attore di Star Trek, il servizio chiude le porte anche al sito del quotidiano Repubblica mentre, su un altro fronte, mette in cantiere un “piano di acquisizione di celebrità” per attirare online le star di Hollywood. Lo rende noto la Cnn, venuta in possesso di un giro di mail all’interno dell’azienda, precisando che l’obiettivo del nuovo social network è di attirare nomi di celebrità: ma atraverso un sistema di verifica dell’identità.

A svelare i piani del social network Brett Schulte, un consulente d’immagine delle star di Hollywood, specializzato in social media. Il processo di validazione sarebbe finalizzato ad impedire il furto di identità di personaggi famosi, sulla scia del sistema già utilizzato da Twitter.

No comment di Google, che tuttavia ammette lo studio di diverse nuove funzioni per Google+. Fra queste in cantiere ci sarebbe un test, che consentirà alle aziende di creare account speciali Google+. Per verificare i profili, una delle possibilità sarebbe la richiesta di un fax con i dati della patente da parte del vip di turno. In ogni caso, Google è seriamente interessata ad attrarre le star online.

Nel 2008, Google lanciò un programma pilota negli Usa, che consentiva di validare l’identità dei suoi profili controllando il numero di telefono personale tramite un Pin, oppure il numero di carta di credito. Twitter in passato consentiva a chiunque di ottenere la verifica dei profili. L’azienda, che ha più di 300 milioni di utenti, ha chiuso il servizio al pubblico.

Dal canto suo Facebook chiede chiarimenti agli utenti sospetti, che sembrano un falso. Ricevere la richiesta di verifica da Twitter è diventato nel frattempo uno status symbol. Google+ ha raggiunto quota 10 milioni di utenti in meno di tre settimane. La sua parabola somiglia a quella di Twitter, che però può contare su utenti super vip, fra cui Ashton Kutcher (marito di Demi Moore) e Obama.

Per ora Google+ può contare su Lady Gaga, ma il problema sarà quello di incentivare le celebrità a mantenere attivo l’account. A complicare le cose per Google+, la brutta figura con una star di primo piano, l’attore William Shatner (il capitano Kirk di Star Trek), il cui account è stato prontamente chiuso subito dopo il suo sbarco sul social network, dopo i primi saluti ai fans. L’account è stato prontamente riattivato dopo le lamentele di Shatner.

Alla base della "cacciata" di Repubblica, la violazione delle regole della comunità online. Forse, ipotizza il giornale diretto da Ezio Mauro, "il sistema automatico che individua le infrazioni non è all'altezza della situazione. Anzi, stando ad alcuni blogger, non funziona proprio. Sarebbe infatti una misura che scatta automaticamente dopo un certo numero di segnalazioni fatte degli utenti". L'esclusione, fanno notare a Repubblica, potrebbe essere dovuta al fatto che è "in cantiere una versione business, chissà se a pagamento o meno".

Intanto Google+ sbarca su iPhone. Big G ha infatti lanciato una app ad hoc che consente di utilizzare il nuovo social network sul proprio telefonino, disponibile per il download sull'app Store dell'azienda di Cupertino.

Da notare che, al momento, l'app è disponibile esclusivamente per iPhone e non per tutti i dispositivi che adoperano il sistema operativo per apparecchi mobili Apple, iOS. Google ha detto che la nuova versione di iOS, iOS5 non è pienamente compatibile con l'app e che, a breve lancerà una versione dell'app per iPad. L'azienda di Mountain View non ha però fornito una data.

Quando lo scorso mese Google ha lanciato il suo social network nel tentativo di contrastare il dominio di Facebook nel settore, l'azienda di Larry Page e Sergej Brin aveva lanciato anche una app per il suo sistema operativo per apparecchi mobili, Android. L'app per iPhone attendeva di essere approvata da Apple

20 Luglio 2011