IT, il sistema nervoso di Fs

CIO VISION

Parla Alessandro Musumeci, Cio di Ferrovie: "I sistemi informatici rappresentano una leva win-win. Si migliorano i processi e i servizi a fronte di un abbattimento dei costi operativi"

di Mila Fiordalisi
I sistemi informatici rappresentano il sistema nervoso di Ferrovie. Tutto ciò che serve per gestire le attività di trasporto, passeggeri e merci, passa per l’informatica. Dunque non si può prescindere dall’IT che anzi è considerata una leva win win: permette di migliorare i processi e i servizi e nel contempo contribuisce ad abbattere i costi operativi”. Non ha dubbi sul ruolo strategico dell’Information Technology Alessandro Musumeci, da tre anni a capo dei Sistemi informativi di Ferrovie dello Stato.
Direttore, Ferrovie ha optato per l’outsourcing dell’IT, per quale ragione visto che l’informatica rappresenta, come lei sostiene, il sistema nervoso dell’azienda?
Fs ha scelto la strada dell’out-sourcing già negli anni Novanta. Nel 1997 è stata creata Tele Sistemi Ferroviari successivamente ceduta al mercato attraverso una gara pubblica. E la recente gara per l’affidamento in outsourcing dei servizi IT ha chiuso il cerchio. Il core business di Ferrovie non è rappresentato solo dall’IT ed è per questa ragione che l’azienda ha deciso di affidarsi a professionisti in grado di soddisfare le necessità in termini di servizi informatici evitando a Ferrovie di doversi dotare di hardware, software e risorse dedicate per la gestione dei servizi. Ciò non vuol dire che Fs si sia privata di risorse adeguate: la direzione Sistemi Informativi può contare su ben 300 professionisti, per la maggior parte specialisti di governance Ict.
E di cosa si occupano nelle specifico?
Tali risorse professionali spaziano dai responsabili di progetto a quelli architetturali fino agli addetti ai livelli di servizio. Tutte queste risorse uniscono a solide competenze Ict, profonde competenze di business, e costituiscono gli interlocutori ideali in grado di fare da cerniera fra le esigenze degli utenti, interni e esterni, e il mercato Ict in perenne evoluzione. L’esternazionalizzazione delle attività IT è andata di pari passo con la riorganizzazione e con la focalizzazione sul business: negli anni 80 Ferrovie contava su ben 240mila dipendenti, mentre oggi l’organico delle varie società del Gruppo è sceso a 77mila dipendenti. Tale ottimizzazione però non è andata a scapito dei servizi che in molti casi sono aumentati e migliorati e per tale guadagno di efficienza è stato decisivo il contributo dell’informatica. L’introduzione di controlli automatici e l’innovazione tecnologica hanno ridotto ove possibile l’intervento umano, concentrando le risorse sul servizio al cliente e smaterializzando numerose attività. Tale processo di miglioramento continuo è tuttora in corso: stiamo lavorando all’ottimizzazione delle attività di logistica nonché ad una migliore erogazione di servizi in modalità online, in particolare per quanto riguarda la scelta e la vendita dei biglietti, al fine di offrire al cliente finale proposte sempre più competitive.
Outsourcing fa rima con virtualizzazione? Alias con cloud?
Certamente, e andiamo sempre più in questa direzione.
E come la mettete con i rischi sulla sicurezza?
Il cloud ha moltissimi vantaggi e alcuni punti di attenzione più che di criticità. A livello di management la “nuvola” è stata identificata da tempo come una grande opportunità: consente di abbattere i costi dell’hardware e di concentrarsi sui livelli di servizio. Di fatto acquistiamo servizi che vengono in molti casi progettati ad hoc in base alle nostre esigenze. L’avvento dei social network e il crescente utilizzo del “mobile” impongono inoltre un uso sempre più spinto della virtualizzazione.
Insomma è una scelta irreversibile. Certamente la questione della sicurezza e della salvaguardia dei dati personali ha il suo peso e rappresenta uno dei due punti di attenzione: è indispensabile ottenere dal fornitore i più elevati standard di servizio in tal senso e non è un caso se in tutti i nostri capitolati di gara la sicurezza rappresenta un pre-requisito imprescindibile. Chiediamo inoltre di poter avere accesso ai dati in qualsiasi momento e che l’accesso agli stessi sia garantito anche alle pubbliche autorità, secondo la vigente normativa. Non bisogna dimenticarsi che le Ferrovie sono infrastrutture critiche del Paese e il servizio efficiente deve pertanto essere garantito con la massima cautela. Infine è importante sottolineare che nei nostri capitolati di gara uno dei pre-requisiti fondamentali è la garanzia di continuità del servizio, 24 ore su 24 e sette giorni su sette, tenendo conto delle fasi di picco, quelle stagionali ma anche quelle che si possono verificare in casi particolari.
Recentemente è partita la sfida della connettività a bordo treno e siete impegnati anche sul fronte del miglioramento del segnale mobile. A che punto siete?
Il progetto portato avanti a seguito dell’accordo con Telecom Italia sta procedendo bene. I servizi di connettività a Internet al momento sono offerti ancora gratuitamente, ma presto partirà l’offerta a pagamento, di pari passo fra l’altro con il lancio della piattaforma multimediale attraverso cui saranno messi a disposizione dei viaggiatori servizi di informazione e di entertainment.
E sul fronte dei servizi via cellulare su cosa state lavorando?
Il cellulare è oramai considerato uno strumento indispensabile per l’accesso a servizi, anche grazie all’avvento del fenomeno delle applicazioni liberamente scaricabili sui vari “marketplace”. La bigliettazione mobile è certamente nei nostri piani e in tal senso consideriamo importanti alcune evoluzioni tecnologiche, come la Nfc (Near Field Communication) per l’accesso ai treni. Inoltre abbiamo messo a disposizione del personale di Trenitalia, iniziando dai Frecciarossa e Frecciargento, uno smartphone in grado di convalidare i biglietti mediante lettura ottica. La novità ci è valsa uno speciale riconoscimento allo Smau 2010.
Insomma c’è parecchia carne al fuoco e la spesa IT non è più la stessa.
È cambiata la qualità: meno manutenzione e aspetti strutturali e più risorse per la qualità del servizio al cliente. Non a caso gli investimenti si stanno concentrando anche sul Crm, sul social networking, sul web 2.0. Meno “pezzi di ferro” più intelligenza di rete.

19 Settembre 2011