Pd: innovazione, la leva per tornare a crescere

L'EVENTO

Rilanciate le exit strategy in occasione della tre giorni al Vega Park di Venezia: stop agli investimenti a pioggia nelle PA locali e più risorse per progetti Ict qualificati. Giovanelli: "L'amministrazione pubblica driver per lo sviluppo di tutto il Paese"

di Laura Polverari
È lecito parlare nel nostro paese di finanziamento all’innovazione durante una crisi politico-economica gravissima che mina ogni speranza di crescita per il futuro? E il giorno dopo l’approvazione di una manovra economica fatta esclusivamente di tagli?

Il partito democratico lo afferma con certezza e ne ha approfondito i diversi punti di vista con imprenditori del settore, politici ed esperti, in un convegno ospitato dal parco scientifico-tecnologico Vega park, alla giornata dell’innovazione della festa nazionale democratica della pubblica amministrazione, organizzata quest’anno a Venezia. Il titolo della giornata - Innovazione per l’Italia uguale crescita - è giá una risposta alla domanda iniziale, ma bisogna dire che in molti paesi questa tesi non è nemmeno messa in discussione. Al contrario, in Italia, l’innovazione vive una profonda crisi, sacrificata sull’altare del rientro dal deficit quando dovrebbe essere il motore che fa da traino allo sviluppo del paese per uscire dal pantano della crisi economica.

Un punto che ha messo d’accordo tutti i relatori che si sono succeduti durante le quattro sessioni in programma, incontro aperto con un breve video da uno dei pochi italiani invitato a parlare al Medialab, al Mit di Boston: Luca de Biase. Il direttore di Nova, con una breve “pillola” di video, ha sintetizzato il significato che l’innovazione assume nella vita quotidiana. Certamente non è facile farlo nel nostro paese dove le imprese, e ancor peggio la PA, investono poco e male in innovazione. Eppure l’innovazione ha un ritorno economico enorme ma necessita di investimenti con ritorni a lungo termine, il contrario di come sono abituate oggi le banche.

Nel pubblico la situazione non cambia. “Le pubbliche amministrazioni locali preferiscono dare incentivi a pioggia invece di assumersi la responsabilità di selezionare i progetti sulla base del merito, prediligendo solo iniziative qualificate e assumendosene la responsabilità", cosí Paolino Madotto, coordinatore de La Rete dell’Innovazione risponde ad una domanda di Riccardo Luna, moderatore dell’incontro, come le pubbliche amministrazioni italiane investano poco e male, sprecando risorse economiche essenziali.

E’ emerso che il sistema bancario è poco preparato a selezionare progetti innovativi che per loro natura hanno criteri di valutazione diversi dalla old economy. Paolo Guerrieri, professore di economia a La Sapienza e presidente del forum economia del Pd, riporta un suo recente studio comparato a livello internazionale dal quale emerge che l’Ict e l’energia sono dei driver fondamentale per la crescita dei paesi avanzati. Tra gli altri ospiti Alessandro Giari, presidente del polo di Navacchio, storico parco scientifico e tecnologico, ha messo in evidenza le difficoltà a far emergere nuove imprese ed idee nel nostro mercato e di quanto sarebbe importante se anche nelle filiere innovative si potesse fare sistema per aggredire i mercati internazionali. Spesso le nostre imprese, fa notare Giari, sono costrette ad operare in totale solitudine mentre alcuni importanti casi di successo del polo di Navacchio ma anche di altre situazioni simili, dimostrano le potenzialità della nostra ricerca applicata.

Infine Pietro Greco, responsabile del master in comunicazione della Sissa di Trieste e autore di numerosi libri in materia, ha indicato come altri paesi come la Corea del Sud, abbiano saputo investire notevolmente in formazione, ricerca e innovazione ponendosi in soli 40 anni con un reddito medio procapite che da un quarto di quello italiano è diventato perfino superiore. Segno che “con la conoscenza si mangia” e che non è affatto vera l’affermazione del contrario espressa in più occasioni dal ministro Tremonti.

La seconda sessione ha visto in campo amministratori, esperti e professori universitari confrontarsi sulle esperienze locali e sui loro risultati. Dalla difficoltà di impegnare la politica locale sull’innovazione alla valutazione delle diverse esperienze. Giancarlo Galardi della Regione Toscana, ha riportato casi di “grandi iniziative progettuali che hanno saputo coinvolgere il mercato: da una parte soddisfacendo beni e servizi dei cittadini, dall’altra, coinvolgendo imprese nei progetti Ict”.
L'onorevole Oriano Giovanelli (presidente del Forum della PA e dell’innovazione del Partito Democratico) oltre a riconoscere la necessità di un confronto aperto con il mondo dell’innovazione non ha dubbi :“ L’innovazione è fondamentale nella pubblica amministrazione per il suo efficientamento: per ridurre i costi ed eliminare gli sprechi. Ê un driver che stimola la ricerca e lo sviluppo, è tutto ció di cui la PA ha bisogno per crescere. Innovazione, trasparenza e talento contro le politiche demagogiche di questo governo, e gli attacchi populisti di un ministro che ha mortificato la PA trasformandola nel tempio degli affaristi e delle cricche”.

La giornata è proseguita con una sessione dal titolo “talento, competizione, merito: crescita, crescita, crescita” nella quale sono stati portati i saluti di Irene Tinagli, impossibilitata a partecipare per gli impegni della sua docenza universitaria, e alla quale hanno dato il loro contributo numerosi ospiti. Michele Vianello, Direttore del Vega park, che ha raccontato le difficoltà che gli incubatori d’impresa hanno con alcuni pezzi di università. “Pur mantenendo le specificitá di chi fa ricerca curiosity driven, è necessario che l’università sappia rispondere meglio alle esigenze del mercato”.

Maria Chiara Carrozza, presidente del Forum Universitá e ricerca del Pd, ma anche direttrice della scuola Santa Chiara di Pisa, ha difeso l’università pubblica così sotto attacco dal governo. Ha riportato i tanti casi di eccellenza e che, nonostante le nostre università siano scomparse da tempo tra le eccellenze mondiali, continuano a sfornare talenti che gli altri paesi ci invidiano. “Ma questo non basta.”, dice ancora la Carrozza, ”è necessario, oggi come non mai, investire nella ricerca e nella formazione universitaria non solamente in termini economici ma come fucina di talenti”.

Dalla discussione nel emerge che, a ben vedere, l’investimento in conoscenza non è conveniente per i nostri giovani. Devono pensarla cosí anche i politici se creano difficoltà piuttosto che appianarle. “La problematicità di entrare nel mondo del lavoro e vedere riconosciuti la propria specificità e il proprio talento non è solo un limite individuale ma mina la capacità di crescita a lungo termine”. Non risparmia critiche Davide Imola della Cgil nuove professioni. Se la situazione è questa chi vuole investire in Italia?

La necessità di un piano strategico sul’innovazione è indiscutibile, ma al convegno promosso dal Forum del partito democratico si sono notati tra i grandi assenti invitati le imprese italiane. La presenza di Microsoft e Google, imprese strategiche mondiali, hanno evidenziato l’assenza l’assenza di proposività del mondo politico e la necessità di ulteriori momenti di confronto tra imprese e politica. In particolare Microsoft ha ripreso il concetto di una innovazione che deve essere parte della PA come dato strutturale e fondante e non come oggetto aggiunto.
“Serve una politica piú acculturata e dentro alle questoni tecnologiche. O è cosí o la politica rischia di morire.” Il senatore Vincenzo Vita, da sempre tra i politici più impegnati e competenti nella materia, non ha dubbi: “ L’innovazione non è una cosa tecnologica, ma principalmente culturale”.

Mettere insieme tutti gli attori del mondo dell’innovazione è complicato, mancano politiche strategiche che fissino obiettivi e tempi attraverso un master plan. “Dobbiamo puntare sulla costituzione di un forum dell’innovazione nazionale che riunisca, a sua volta, forum regionali. Riprendere una idea che è stata abbozzata alla fine degli anni ’90 ed è caduta troppo presto nel dimenticatoio - chiarisce Madotto-  che sia in grado di disegnare politiche specifiche incardinandole nel tema più generale della crescita”.

Guerrieri designa due settori strategici sui quali investire: l’Ict, come dimostrato dalle classifiche internazionali e l’energia, come guida per l’aumento della competitivitá e per la crescita del paese. La politica economica portata avanti dal ministro Tremonti si è dimostrata un fallimento totale.

E le telecomunicazioni? “Mancano di una regolamentazione efficace che faccia da accompagnamento e non sia un limite come lo è oggi per internet in Italia”. Illustra Nicola D’Angelo, consigliere dell’Agcom. “L’asta per le frequenze Lte non ci faccia perdere il senso di investire in altre tecnologie per la diffusione della banda larga” e “la banda larga rappresenta la spina dorsale dell’innovazione”.

L’onorevole Antonio Misiani, della commissione bilancio della Camera ed esperto di economia ha il compito piú arduo, quello di riportarci alla realtà. Cita dati nei quali, a suo dire, “l’Italia è nelle peggiori statistiche, anche nell’e-government. Il declino in atto è tecnologico, politico, culturale e chiaramente economico e bisogna reagire”. Misiani riprende il filo della giornata che è servita al Pd per rimettere al centro un tema e avviare un percorso, per far incontrare persone che si impegnano in diversi settori della societò, fare network, cominciare a mettere insieme le tessere del mosaico. “Il partito democratico si sta preparando da anni per l’alternativa e ha capito che l’innovazione è la leva che meglio di tutti puó garantire lo sviluppo.” Così chiude Misiani nel ringraziare tutti gli ospiti di una giornata intensa che ha trovato tutti soddisfatti di aver posto un primo mattone fondativo di una riflessione “attuale e urgente”.

Innovazione per l’Italia uguale crescita, diversa dai tanti incontri dove si spendono parole è stato un incontro quasi seminariale, nel quale il confronto è stato sul merito delle questioni dove si è resa bene l’idea di come sia complesso il mondo dell’innovazione e di quanti aspetti vi siano da approfondire.

19 Settembre 2011