Computer mainframe: Ibm "cede" alla Ue e apre ai concorrenti

ANTITRUST

L'azienda, finita nel mirino dell'Antitrust europeo per presunto abuso di posizione dominante, si è impegnata a rendere disponibili parti di ricambio e a consentire l'accesso a informazioni tecniche ai competitor. Prossima la chiusura dell'inchiesta

di Patrizia Licata
Ibm più vicina alla chiusura dell'inchiesta antitrust aperta un anno fa dalla Commissione europea. Il colosso di Armonk ha infatti offerto una serie di concessioni all'Ue che spera porranno presto fine all'indagine sul possibile abuso di posizione dominante sul mercato dei computer mainframe. Come riporta il Wall Street Journal, Ibm si è impegnata ad assicurare la disponibilità di certe parti di ricambio e a fornire informazioni tecniche ad altre aziende in termini ragionevoli e non discriminatori per cinque anni. La Commissione Ue ha immediatamente chiesto alle parti interessate commenti sugli impegni offerti dall'Ibm.

L’Ue aveva avviato l’inchiesta antitrust su Big Blue a luglio dello scorso anno per valutare se il colosso americano stesse violando le regole dell’unione imponendo “condizioni irragionevoli di fornitura di parti e manutenzione” ai competitor, in pratica rendendo per loro difficile accedere alle componenti necessarie per la manutenzione dei mainframe.

Il commissario Ue alla Concorrenza Joaquín Almunia ha accolto con soddisfazione la disponibilità di Ibm ad accogliere le preoccupazioni sulla libera concorrenza nel settore mainframe sollevate dall’Europa.

Separatamente, la Commissione ha chiuso le indagini avviate dopo le accuse mosse a Ibm dai produttori di software rivali T3, Turbo Hercules e Neon Enterprise Software secondo cui Ibm legava le vendite del suo hardware per mainframe al suo sistema operativo. “La Commissione ha chiuso il procedimento sull'accusa di T3, Turbo Hercules e Neon Enterprise Software sul legame tra hardware e sistema operativo Ibm. I ricorsi sono stati ritirati”, ha fatto sapere l’Ue.

“La Commissione testerà sul mercato le concessioni offerte da Ibm e se saranno accettate si prospetta una situazione win-win per tutti”, commenta sul Wsj Marc Israel, partner dello studio legale londinese Macfarlanes, “perché Ibm evita la multa e la Commissione non deve dimostrare la violazione delle leggi antitrust. Anzi, se l’Ue accetterà la validità degli impegni Ibm, non ci sarà alcuna prova di violazione da parte dell’azienda americana che potrebbe essere sfruttata dai suoi rivali per nuovi ricorsi”.

21 Settembre 2011