In vendita i nuovi domini web. Caccia aperta a .facebook, .twitter e .apple

INTERNET

Parte nel 2013 il nuovo regime di assegnazione dei suffissi online. L'Icann apre a nuovi nomi, ma è polemica sul costo salato per l'acquisto di estensioni e marchi che potrebbero penalizzare le imprese con nomi generici come Apple e Orange

di Paolo Anastasio
Rivoluzione in arrivo nel mondo dei domini Internet. A partire dal 2013 sbarcheranno sul web dei nuovi indirizzi, fatti di nomi generici, marchi o nomi di continenti e città (.banca, .paris, .facebook, . africa). Lo scrive La Tribune, citando Rod Beckstrom, Ceo dell’Icann (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) l’organismo americano che gestisce i domini in Rete. Diversi i problemi sul tavolo, dal prezzo elevato per l'acquisto dei nuovi domini al rischio per alcuni brand con nomi generici, ad esempio Apple, di non vedersi attribuire il dominio .apple.

“Coloro che desiderano acquistare e gestire questi nuovi nomini e domini potranno candidarsi nel periodo fra gennaio e marzo del 2012 – dice Beckstrom – in seguito ci sarà un’istruttoria che durerà diversi mesi”. In concreto, si tratta per esempio dell’acquisto di un’estensione del marchio da parte di un’azienda o di un consorzio (.danone, .twitter, .carrefour) oppure dell’acquisto di un nome generico (.golf, .fioraio, .avvocato).

Starà poi all’azienda acquirente decidere se gestire in proprio il domino oppure se rivenderlo a terzi, rivendendo ad esempio il dominio .avvocato a tutti gli studi legali interessati. Si può anche immagine, continua La Tribune, Facebook che commercializza i suoi indirizzi a degli editori terzi. I nomi delle grandi capitali, .Roma, .Parigi, saranno protetti, idem i nomi di continenti. “Il Texas, ad esempio, non potrà acquistare l’estensione .paris”, precisa Backstrom.

Al centro del dibattito sono le tariffe di vendita e gestione di questi nuovi domini. Tariffe decise dall’Icann, finite nel mirino di paesi emergenti, che denunciano costi troppo salati, che potrebbero creare discriminazioni di trattamento fra le aziende "ricche" dei aesi avanzati e quelle "emergenti" di paesi in via di sviluppo.

“Candidarsi per l’acquisto di un dominio costa 185mila dollari – dice Backstrom – ma ciò non garantisce automaticamente l’acquisto del dominio, perché ci vuole l’ok del consiglio (dell’Icann ndr) e poi sborsare 500mila dollari. Inoltre, la gestione del dominio acquistato costa 25mila dollari all’anno”.

In soldoni, per l’acquisto e la gestione decennale di un domino nuovo l’Icann incassa in media 2 milioni di dollari. Un esborso giustificato secondo l’Icann. Per l’acquisto di alcuni domini, ad esempio .shop, .web, .nyc, c’è già la fila. E per le aziende che hanno un nome generico, ad esempio Orange e Apple, non c’è alcuna certezza di ottenere il loro dominio.

22 Settembre 2011