Ict italiano a picco. Angelucci: "La crisi del comparto ipoteca le capacità di crescita"

RAPPORTO ASSINFORM

Assinform: crollano le vendite dei notebook (-14,6%) e dei pc desktop (-9,7%) e le Tlc continuano a perdere quota (-2,7%). Bene invece i Vas mobili (+6,8%) e le connessioni a banda larga (+5,2%). Da segnalare l'eccezionale avanzata dei tablet: +347%. Ma sul futuro incombono le incertezze. Il presidente dell'associazione lancia l'appello al governo: "Destinare al comparto i proventi aggiuntivi dell'asta Lte e far partire gli investimenti nelle Ngn"

di Mila Fiordalisi
Ancora un semestre nero per l'Ict italiano. Il consuntivo del primo semestre 2011 messo nero su bianco da Assinform in collaborazione con NetConsulting è all'insegna della decrescita: la domanda ha subito una contrazione dell'1,7%. Ed è l'analisi dei singoli segmenti a evidenziare alcune situazioni davvero critiche. L'hardware è la voce più sofferente: i notebook hanno subito un tracollo del 14,6% e i pc desktop del 9,7%. Di contro sono i tablet a rappresentare la faccia positiva della medaglia con una crescita del 347%, anche se le unità vendute, a quota 398mila, non sono ancora ragguardevoli.

Continuano a soffrire anche le Tlc che lasciano sul terreno una quota del 2,7%. Crescono solo i servizi a valore aggiunto, in particolare i Vas mobili che registrano un'avanzata del 6,8%. E anche sul fronte delle connessioni a banda larga il semestre è stato positivo: + 5,2% per un totale di 13.602.000 accessi.

“Il calo dell’1,7% registrato dalla domanda di Information Technology nel primo semestre del 2011, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, conferma che l’It italiano sta vivendo una forte crisi di mercato, che perdurerà nei prossimi mesi, con il rischio di ulteriore aggravamento - sottolinea il presidente di Assinform Paolo Angelucci -. A fronte delle caratteristiche recessive della manovra finanziaria di agosto, infatti, siamo stati costretti ad aggiornare le stime sul trend del settore nell’anno, individuando un range che va da una riduzione della domanda It di -1,2% nell’ipotesi più favorevole e a un -2,8% in quella pessimista” .

La via di uscita, secondo Angelucci, sta nella scommessa digitale del Paese: “Il rosso dell’IT non riguarda solo la crisi di un settore, qui siamo di fronte a un pesante colpo di freno sulle capacità stesse di ripresa dell’intera economia italiana.La crisi dell’Ict ipoteca le capacità di crescita: il Decreto Sviluppo scommetta sulla digitalizzazione del Paese. Risorse non preventivate dell’asta sull’Lte impiegate per rilanciare i progetti di dematerializzazione della Pa e generare nuovi investimenti delle imprese. Far partire realmente gli investimenti sulla banda ultralarga, privatizzazioni delle società pubbliche di Ict, pagamenti certi, aggregazione delle imprese per condividere servizi e infrastrutture avanzate, regole concorrenziali e trasparenti per garantire il ritorno delle investimenti in Ict”.


Il dettaglio dei dati

Il mercato dell’Ict si è attestato a metà 2011 a quota 28.913 milioni di euro, con un calo di -2,4% eguale a quello registrato nel primo semestre dell’anno precedente.

Il mercato dell'informatica, 8.763 milioni di euro ha mostrato uno slittamento (-1,7%) più contenuto rispetto alla prima parte del 2010 (-2,5%) e soprattutto del 2009 (-9%), a conferma dello sforzo delle imprese di continuare comunque ad investire in IT anche in condizioni di criticità. In questo senso vanno anche i cali molto modesti delle componenti dei servizi (-1,2%, contro il -3,7% del primo semestre 2010) e dalla tenuta del software (+0,3, a fronte del - 1,2% del primo semestre 2010). Questo mentre sul calo dell’hardware (-4,1%) hanno influito oggettivamente una difficoltà di mercato e il calo dei prezzi.

Il mercato delle telecomunicazioni (apparati, terminali e servizi per reti fisse e mobili) è risultato pari a 20.150 milioni, con un calo (-2,7%) che appesantisce ulteriormente quello dell’anno prima (-2,3%), ancora per effetto di evoluzioni fisiologiche sul fronte delle componenti di rete fissa e di evoluzioni tariffarie non compensate da maggiori volumi di traffico nelle aree di punta (servizi in banda larga, servizi valore aggiunto su rete mobile, ecc.)

Informatica -1,7%
Il mercato italiano dell’IT (8763; -1,7%) - pur mostrando evoluzioni qualitative interessanti sui fronti delle applicazioni mobili, del cloud computing, dell’informatica personale, dei pagamenti - permane in una fase recessiva. Le componenti assunte a indicatore della volontà di innovare (software e servizi) sono quelle che meno hanno sofferto, senza però compensare un calo dell’hardware che dà conto dei limiti oggettivi a investire in un contesto di stagnazione.
Nell’hardware, il calo delle vendite in valore (-4,1%, da rapportare al -1,1% del primo semestre 2011) è testimoniato soprattutto dal calo delle vendite di PC (3.129.000 unità, -12,8%), risultante da un calo marcato dei portatili (2.100.000 unità, -14,6%) e dei desktop (940.000, - 9,7%), non certo compensato dal lieve incremento del PC server (89.000, +1,6%) . Il calo riporta i risultati di vendita in volume al di sotto dei livelli del primo semestre del 2009, dopo il forte ricupero del primo semestre del 2010 (3.587.600 unità, + 16%). Tutto questo in volumi. Infatti, il risultato in valore ha sofferto anche di un calo dei prezzi medi unitari del 3-4%. Nota positiva del comparto è il decollo dei tablet PC, che con 398.000 unità mostrano vendite quadruplicate rispetto al primo semestre del 2010.
Nel software (1.937 milioni di euro) il mercato ha tenuto, mostrando anche un lieve incremento (+0,3% contro il -1,2% del periodo corrispondente dell’anno prima). Stentano a ripartire i progetti più corposi, ma le imprese cercano comunque di non trascurare le dotazioni IT. Infatti, il software di sistema (255 milioni) ha contenuto il calo al – 0,8% contro il -1,2% del primo semestre 2010; il software applicativo (1.127, - 0,2%) è rimasto pressoché stabile, mentre il middleware (555 milioni) è cresciuto dell’1,8%. In chiave di resistenza alle difficoltà congiunturali vanno interpretati anche gli andamenti nei servizi IT (4.164 milioni), che calano ancora, ma di poco (-1,2% nel complesso) e assai meno che nel primo semestre del 2010 (-3,7%) e del 2009 (-7,3% ). In questo caso gioca a sfavore del mercato la pressione sulle tariffe, che potrà attenuarsi solo con una ripresa complessiva della domanda IT e con criteri di assegnazione di gare e commesse più orientati alla qualità ed efficacia delle prestazioni che al minimo prezzo.

Telecomunicazioni: -2,7%
Nel primo semestre 2011 il mercato delle telecomunicazioni (apparati, terminali e servizi per reti fisse e mobili) ha raggiunto i 20.150 milioni di euro (-2,7%), limando al ribasso la già modesta performance dell’anno prima (-2,3%). Tutte le componenti sono risultate in affanno: le infrastrutture (1.615 milioni, in calo del -3,3%, dopo il -5,6% dell’anno prima), che continuano a soffrire di un quadro di riferimento incerto; i terminali (2.490 milioni, -0,8%); e la componente più corposa, quella dei servizi (16.045 milioni- 2,9%, dopo il – 2,2% dell’anno prima), per la prosecuzione di lanci di tariffe al ribasso, integrate voce-dati e promozionali, sia sul fronte mobile che fisso.
L’altra vista del mercato complessivo delle telecomunicazioni, quella per fisso e mobile (11.145 milioni per il mobile, -1,4%; 9.005 milioni per il fisso, -4,3%) non fa che accentuare le difficoltà dello scorso anno, evidenziando la raggiunta maturità del segmento mobile.
Nei servizi tutte le componenti più tradizionali sono risultate ancora in calo: servizi tradizionali di fonia, dati e connettività su rete fissa (5.430 milioni, - 6,6%, nonostante l’incremento del traffico Internet)e servizi voce su rete mobile (6.040 milioni, -5%). Sono invece cresciuti i servizi a valore aggiunto su rete fissa (1670 milioni, +2,1% e mobile (SMS, MMS, Internet), con 2.905 milioni di servizi erogati, in crescita di un buon 6,8%.
Il mobile vede crescere ancora del 3,2% (a 96 milioni) il numero di linee e dell’1,1% quello degli utenti attivi (47 milioni, in gran parte con più linee, legate anche ad internet key e tablet connessi).
E’ anche cresciuto, ma di poco (5,2%) il numero di connessioni in banda larga, che ora interessano oltre 13,6 milioni di utenti (96,6% in modalità XDSL e 3,4% in fibra ottica).

22 Settembre 2011