Assoprovider contro Google & Co: "Web agency italiane discriminate"

ANTITRUST

L'associazione dei piccoli provider nazionali denuncia all'Authority LaMiaImpresaOnline, servizio lanciato a maggio per lo sbarco sul web delle aziende: "Concorrenza sleale e abuso di posizione dominante nell'accordo fra Google, Seat Pagine Gialle, Poste Italiane e Register.it"

di Paolo Anastasio
Assoprovider, l'associazione dei piccoli provider indipendenti, ha segnalato all'Antitrust la presunta anticoncorrenzialità dell'iniziativa LaMiaImpresaOnline, lanciata a maggio da Google in collaborazione con Seat Pagine Gialle, Poste Italiane e Register.it. L'iniziativa si rivolge a tutte le imprese italiane con l’offerta di un sito internet gratuito per un anno, implementato da diversi servizi anch’essi gratuiti o in convenzione forniti dai vari partner.

Assoprovider, che già a maggio aveva contestato l'iniziativa, giudica LaMiaImpresaOnline "gravemente lesiva della libera concorrenza all’interno del mercato di riferimento di cui fanno parte numerosi players, quali web agencies, web designer, registrar ed anche internet service provider".

Il secondo aspetto segnalato è quello dell’abuso di posizione dominante dei partner coinvolti, in particolare Seat Paginegialle e Google.

"Il progetto - sostiene Assoprovider nella sua segnalazione - ha destato immediato allarme e preoccupazione, anche al di fuori dei nostri confini, negli operatori del settore a causa del dilagante fenomeno Google in mercati che si trovano a monte o a valle del suo principale ed originario business (i motori di ricerca) ed anche per il fatto che lo stesso progetto è stato già realizzato in altri paesi europei e non (v. la Gran Bretagna) in cui ha avuto un esito devastante per il mercato".

"In particolare - spiega l’avvocato Michela Terribile (TMT-Legal) - si è richiesto l’intervento dell’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato per avviare una procedura di accertamento su LaMiaImpresaOnLine al fine di verificare la sussistenza della violazione degli artt. 2 e 3 della legge n° 287/1990 (abuso di posizione dominante e intesa restrittiva della concorrenza)".

"Per quanto riguarda l’intesa in violazione dell’art. 2 della legge n° 287/1990, non vi sono dubbi che il Progetto in questione sia perfettamente in grado, come minimo, di alterare la libera concorrenza fra imprese, senza eliminarla forse, ma certamente limitandola fortemente" aggiunge l'avvocato, secondo cui "Viene impedita l’entrata di potenziali concorrenti, e provocata l’uscita di quelli attuali mettendo a repentaglio la sopravvivenza stessa di un’intera categoria professionale (web agencies – web designer), oltre a quella di altre categorie connesse. E’ facile comprendere come la “gratuità” dell’offerta sia determinante per chi, privo del peso di mercato di Google, Seat, Register.it e PosteItaliane, non può permettersi di attivare una simile pratica commerciale".

26 Settembre 2011