Luigi Freguia (Ad Hp Italia): "Una nuvola ci ricaricherà"

L'AZIENDA

"Il cloud computing una leva innovativa per le Pmi e la PA"

di Elisabetta Bevilacqua
L’Italia è come un ammortizzatore scarico: quando incontra una buca scende molto, ma risale poco nel momento della ripresa. La similitudine è di Luigi Freguia, amministratore delegato, Vice President e General Manager Technology Solutions Group di Hp Italiana, che indica nella tecnologia lo strumento per ricaricare il Paese.

Da dove partire, visto che la tecnologia richiede investimenti e che la preoccupazione principale di imprese e Pubblica amministrazione sono i costi?

L’economia italiana ha una forte dipendenza dalle Pmi, maggiore di qualunque altro paese europeo; più riusciremo a renderle competitive più aiuteremo il Paese ad accelerare. L’offerta dovrebbe proporre un modello nuovo rispetto a quello attuale che prevede di acquisire le applicazioni e l’infrastruttura per poter fruire del servizio: che è poi quello che davvero interessa alle imprese. Penso al ruolo del cloud computing, facile da offrire al mondo consumer, più difficile da portare a clienti business che necessitano di servizi e di funzionalità più complessi. In una logica cloud i servizi, in tempo reale, potrebbero consentire di mettere a fattore comune le informazioni facilitando l’accesso delle imprese al mercato, con il supporto del commercialista che manterrebbe le stesse competenze di oggi; gli verrebbe solo richiesto di diventare uno po’ più moderno. Le applicazioni, standardizzazione per filiera industriale e integrate con quelle amministrative, consentirebbero alle Pmi di disporre di funzionalità simili a quelle delle grandi imprese a costi ridotti, grazie alla condivisione delle infrastrutture consentita dal cloud.ll cloud computing è fondamentale per la Pmi, ma potrebbe esserlo anche per la Pubblica amministrazione.

In che modo?

La priorità della Pubblica amministrazione è ridurre i costi liberando risorse per l’innovazione. Non basta però la dematerializzazione, si dovrebbe puntare all’efficienza, consolidando le infrastrutture e offrendo servizi standardizzati e condivisi. Pensiamo all’enorme risparmio che si potrebbe ottenere nella Sanità (o in qualunque amministrazione), con la creazione di una cloud infrastructure a livello regionale anziché replicare hardware e software, come spesso accade, per ogni Asl. L’integrazione fra amministrazioni che ne deriverebbe consentirebbe inoltre al cittadino di avere i servizi di cui ha bisogno indipendentemente dall’ente in cui si trova in quel momento. Facile in teoria, molto complesso da realizzare. Per superare le resistenze che vengono dalla presenza di culture, organizzazioni, normative diverse nei vari enti è necessaria una forte regia per definire le policy e le architetture a livello centrale. Si potrebbe prendere spunto da quanto si sta facendo negli Usa con la nomina del Cto.

Ritiene che l’organizzazione che Hp si è data sotto la sua guida sia adeguata per questi obiettivi?
Quando sono arrivato in Hp ho trovato grande competenza sulle tecnologie e sui prodotti, ma la ragione per cui sono stato chiamato era riallineare la struttura al business per settore di mercato, in sintonia con la volontà di Hp di crescere nei servizi che per definizione sono più vicini al cliente. Ho cambiato l’organizzazione portando anche persone nuove e con tanta focalizzazione. Mi ha aiutato l’acquisizione, dopo sei mesi dal mio arrivo, di Eds (Freguia è anche Ad di Eds Italia, ndr), molto orientata ai clienti. Mi considero soddisfatto del riallineamento; ora ci stiamo dedicando a completare l’integrazione con Eds. A regime, Hp Italia sarà una macchina più vicina alle aspettative del mercato e dei clienti, con una presenza anche in settori, come Pubblica amministrazione e assicurazioni dove non eravamo.

Come vede il 2009?
È un periodo duro per tutti. Un periodo in cui vengono bloccati gli investimenti per i quali si prevedono ritorni in tempi lunghi. I servizi, il cui impatto sul business è meglio compreso anche dagli utenti finali, vanno molto meglio di hardware e software. Vedo opportunità anche per l’outsourcing: diverse aziende, spinte dalla crisi, stanno cercando di superare l’inerzia. Questo è uno dei casi in cui la crisi può essere vista come opportunità di cambiamento.

22 Giugno 2009