Ibm supera Microsoft per valore di mercato

CAPITALIZZAZIONE

Il colosso di Armonk a quota 214 miliardi di dollari, un miliardo in più rispetto alla rivale retrocessa al terzo posto (al top della classifica c'è Apple). Gli analisti: vincente la mossa di uscire dal business dei pc per puntare sui servizi

di Patrizia Licata
L’Ibm ha superato Microsoft divenendo la seconda azienda tecnologica col maggior valore di mercato al mondo, un riflesso di come l’industria It sta cambiando, allontanandosi dal busines dei personal computer e dando sempre più rilievo ai servizi.

Ieri il valore di mercato di Ibm è salito a 214 miliardi di dollari, mentre quello di Microsoft è sceso a 213,2 miliardi. E’ la prima volta che Big Blue supera la concorrente del software in base ai prezzi di chiusura dal 1996, secondo i dati di Bloomberg. L’Ibm è oggi la quarta maggiore azienda mondiale per valore di mercato e, tra i gruppi tecnologici, è seconda solo ad Apple.

Il Chief executive officer Sam Palmisano ha venduto l’attività Pc di Ibm sei anni fa, per focalizzarsi invece su software e servizi per le aziende. Microsoft, invece, anche se si è allargata in settori alternativi, dall’online advertising ai giochi, continua a produrre la maggior parte del suo fatturato e del suo utile dal software Windows e dalla suite Office, usati principalmente sui Pc.

“L’Ibm è andata oltre la tecnologia”, commenta Ted Schadler, analista di Forrester Research. “Ha saputo riconoscere con grande previdenza che il computing si stava allontanando dai computer desktop”.

Bloomberg nota ancora che il titolo Ibm ha guadagnato il 22% quest’anno, mentre quello di Microsoft ha perso l’8,8%. Apple ha superato Microsoft in valore di mercato nel 2010, grazie al successo di iPhone, iPod e iPad, e la sua capitalizzazione ammonta oggi a 362,1 miliardi di dollari.

Palmisano, che è anche chairman di Ibm, ha passato nove anni alla guida del colosso di Armonk concentrando l’attenzione e il business della propria compagnia su software e servizi per le aziende e le pubbliche amministrazioni. Una volta identificata come la più grande azienda dei computer al mondo, Ibm ha venduto nel 2005 la sua divisione Pc alla cinese Lenovo, definendola ormai una “commodity”. Nel frattempo, Ibm ha speso più di 25 miliardi di dollari nelle attività software, computer services e consulting.

Una strategia che ha pagato: l’utile per share è aumentato per più di 30 trimestri consecutivi. Palmisano ha fatto crescere le vendite del 20% dal 2001 al 2010, tenendo quasi invariati i costi del personale (426.000 dipendenti nel mondo). Ibm ha registrato un fatturato di 99,9 miliardi di dollari dai servizi l’anno scorso ed è oggi il più grande provider di computer services.

Ora Ibm punta ad accrescere di altri 20 miliardi di dollari il suo revenue entro il 2015. Palmisano sta investendo sui mercati emergenti e su tecnologie come analytics e cloud-computing e sull’iniziativa Smarter Planet, per connettere strade, reti elettriche e altre infrastrutture a Internet.

Microsoft, la più grande azienda del software al mondo, valeva tre volte più di Ibm a gennaio 2000. A luglio di quell’anno la sua capitalizzazione di mercato ha superato i 430 miliardi di dollari, secondo i dati di Bloomberg, ma è scesa a circa 135 miliardi a marzo 2009 durante la crisi economica, per poi risalire con la ripresa dei mercati. Microsoft, che ha registrato revenues per 69,9 miliardi di dillari nell’anno fiscale terminato a giugno, deve circa il 60% delle sue vendite a Windows e Office. Il Ceo Steve Ballmer ha cercato di entrare in altri business, come il software per server, versioni online di Office, la telefonia mobile, i giochi. Ma secondo Schadler di Forrester queste altre attività non saranno mai profittevoli come quella dei personal computer: “Non riusciranno mai ad ottenere il successo che hanno avuto nei Pc”.

30 Settembre 2011