L'allarme dell'Airi: "In Italia niente R&S sull'Ict"

IL BAROMETRO

Il "barometro" 2011 dell'Associazione per la ricerca industriale rileva l'assenza di investimenti in un settore considerato strategico per la crescita: "Le risorse spese dalla grande industria non bastano"

di F.Me.
In Italia non si fa ricerca nell’Ict, considerata un settore “strategico”. A dirlo il Barometro sugli investimenti in R&S elaborato dall'Associazione Italiana per la Ricerca Industriale (Airi).

Complessivamente, in tutti i settori, l’Airi rileva un piccolo incremento pari all'1,18% negli ultimi quattro anni, anche non lineare: nel 2007-2008 il Barometro ha registrato una flessione pari all'1,84% per poi subire un crollo del 6,61% negli anni più difficili della crisi economia (2008-2009) e impennarsi invece del 10,48% nel periodo 2009-2010, grazie soprattutto alla ripresa dell'export di prodotti ad alta e media tecnologia.

Ma a voler analizzare questi numeri paragonandoli con l'andamento registrati altri Paesi avanzati, l'Italia resta il fanalino di coda in Europa. “Siamo in ritardo - ammette Renato Ugo, presidente dell'Airi - Investiamo circa la metà della media degli altri paesi, nel migliore dei casi 2/3”.

Grandi gruppi come Pirelli, Fiat, Finmeccanica e - anche se in misura minore - Telecom, investono in ricerca una percentuale sul fatturato simile alla media dei Paesi più avanzati. “Il problema – puntualizza Ugo - è che in Italia i grandi gruppi sono pochi e non riescono a coprire tutti i settori”. E l’Ict è appunto uno di questi.

30 Settembre 2011