Smau, banda larga e Ict "imperativi" per la crescita

LA FIERA

In occasione della giornata inaugurale della kermesse milanese, rappresentanti delle regioni italiane e top manager dell'Ict si sono confrontati sulle ricette anti-crisi. L'ingrediente comune? Gli investimenti in innovazione, considerata volano per lo sviluppo

di Federica Meta
Fare sistema e collaborare, sviluppare la banda larga e spingere gli investimenti in innovazione e ricerca. Sono questi gli imperativi emersi dal confronto tra manager di grandi aziende Ict e rapresentanti delle Regioni che si sono confrontati nella giornat a inaugurale di Smau. 

"La necessità di fare sistema tra attori pubblici e privati, l'importanza di dotarsi di infrastrutture di rete pervasive a banda ultralarga per moltiplicare il potenziale produttivo e creativo di persone e imprese e la consapevolezza del ruolo centrale giocato dalle tecnologie digitali per la crescita e lo sviluppo delle imprese del territorio - ha sottolineato l'Ad di Smau, Pierantonio Macola - Sono alcune delle ricette che proponiamo questa mattina per aiutare il Paese a fare un passo avanti e lasciarsi alle spalle il difficile momento economico che stiamo vivendo”.

Il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni ha ricordato le azioni messe in campo dalla Regione nel campo dell'innovazione. "La Regione Lombardia in tema di eGovernment ha dedicato un Assessorato proprio alla semplificazione e digitalizzazione della documentazione e stilato un’Agenda Digitale Lombarda con i nomi di tutte le aziende e i produttori: una nuova modalità di interazione tra amministrazione cittadini e imprese - ha rimarcato - In un’ottica di abbattimento del Digital Divide abbiamo inoltre istituito un bando con il Ministero dell’Istruzione dell’importo di 120 milioni di euro per sostenere progetti sperimentali anche presso aziende molto piccole. E tra i settori altamente innovativi abbiamo dedicato all’Ict 10 milioni di euro".

Secondo Andrea Rangone, responsabile Osservatori Ict del Politecnico di Milano, il rilancio della competitività passa anche per alcune regole che la PA deve seguire. "Ne abbiamo individuate 6 - ha puntualizzato - Prima di tutto supportare finanziariamente l’innovazione attraverso bandi di co-finanziamento a progetti di ricerca industriale e a start-up (Finanziamenti); quindi favorire la creazione di una rete di enti di ricerca, università, centri servizio sul territorio (ma anche online) a disposizione delle imprese (Sportello tecnologico); agevolare la creazione di aggregazioni territoriali di imprese e enti di ricerca - Poli e Distretti - per aumentarne la cross-fertilizzazione tecnologica (Cluster tecnologici); investire in programmi formativi per sviluppare figure professionali avanzate, pivot dell’innovazione (Formazione); creare le condizioni per la creazione di una infrastruttura digitale all’avanguardia – ultra broad band (Autostrade digitali) - e infine Investire direttamente nella propria innovazione digitale per ‘dare il buon esempio’ e stimolare i fornitori di Ict (Smart Government)”.

Concordi sulla necessità di adottare strategie ad hoc per l'innovazione anche gli assessori regionali, che hanno colto l'occasione del convegno per fare il punto su quanto fatto dai singoli enti.

“La Puglia è la prima regione del Sud in Italia per numero di imprese innovative – ha ricordato Loredana Capone, vice presidente della Regione e assessore allo Sviluppo economico - Ha messo l’innovazione al centro delle politiche di sviluppo regionale, costruendo una strategia articolata per la promozione di specializzazioni produttive. Per attuare queste politiche la Regione Puglia ha destinato a ricerca e sviluppo, nella programmazione 2007-2013, un investimento tra i più alti in Italia: 1.763 milioni di euro, di cui 30,6 dedicati alla diffusione dell’Ict, allo sviluppo delle imprese innovative e ai partenariati regionali per l’innovazione".

“La Regione Lombardia è da sempre al fianco delle sue 800.000 imprese (una ogni 12 abitanti) – ha commentato Andrea Gibelli, vicepresidente e assessore all’Industria, Artigianato, Edilizia e Cooperazione della Regione Lombardia - Per valorizzarle è importante raggiungere una massa critica di interesse. Tra le molte misure approvate, rientra una consistente dotazione finanziaria di oltre 120 milioni di euro per la promozione e la realizzazione di progetti da parte di Pmi lombarde anche in collaborazione con grandi imprese e organismi di ricerca in settori strategici di intervento”.

“Le iniziative condotte dalla Regione Liguria negli ultimi anni hanno dato vita a ben otto Poli di Innovazione e due Distretti Tecnologici – ha dichiarato Renzo Guccinelli, assessore regionale allo Sviluppo economico, industria, commercio, commercio equo e solidale, artigianato, tutela dei consumatori, ricerca e innovazione tecnologica, energia della Regione Liguria - Fondamentale è la centralità dei giovani in tutti i processi di ricerca, alta formazione e innovazione che si attuano sul territorio così come, in tale ottica, il sostegno finanziario e tecnico alla loro crescita professionale. Nel prossimo triennio la Regione sarà impegnata a sostenere l’alta formazione e la qualità del capitale umano dedito ad attività di ricerca e innovazione e a promuovere queste ultime presso le imprese. Nel frattempo la realizzazione del Parco Tecnologico degli Erzelli vedrà l’insediamento di centri di ricerca e sviluppo high tech di rilevanza internazionale”.

“Proprio in questi giorni siamo nel pieno del ciclo di incontri per la redazione del nuovo Programma Attività Produttive 2012-2014 – ha rilanciato Giancarlo Muzzarelli, assessore Attività produttive ed Economia verde Regione Emilia-Romagna - Sono in corso tante azioni, dai bandi per chi si mette in rete al sostegno alle nuove imprese, sino al grande impegno per l’energia in tutti i settori. Abbiamo aperto un bando per sostenere la creazione di reti di imprese, l'innovazione tecnologica e organizzativa nelle Pmi; abbiamo stanziato 14 milioni di euro per favorire lo start up di imprese innovative, in particolare di quelle operanti in settori ad alta tecnologia. La nostra è una Regione in cammino verso il futuro”.

“Uno degli assi fondamentali della nostra politica per l’innovazione è rappresentato dal polo della Meccatronica di Rovereto, progetto che si propone di favorire l'interazione fra offerta formativa e manifatturiero innovativo, modificando profondamente la fisionomia della seconda città del Trentino, Rovereto – ha ricordato Alessandro Olivi, assessore all’industria, artigianato e commercio della Provincia autonoma di Trento - Obiettivo principale è trasformare l’attuale polo in un luogo dove imprese, formazione tecnica e professionale nonché centri di ricerca potranno lavorare assieme integrando conoscenze e competenze in una logica distrettuale. Perché l’innovazione migliora la qualità della vita e dei prodotti, per questo non si può limitare all’ambito tecnico: l’innovazione deve permeare ogni settore”.

“Dal confronto con gli interlocutori portatori di innovazione la Regione ha potuto potenziare il tessuto innovativo locale portandolo da straordinarie nicchie di specializzazione a reti diffuse di conoscenza - ha puntualizzato Maria Luisa Coppola, assessore all’Economia e sviluppo, Ricerca e Innovazione della Regione Veneto -  Abbiamo inoltre voluto credere fortemente nello startup di giovani imprenditori creativi e ricercatori geniali agevolando loro l’accesso al credito e il consolidamento del capitale d’impresa con opportuni strumenti di ingegneria finanziaria”.

Il Lazio ha ricordato Pietro Di Paolo, assessore alle Attività Produttive e alle politiche dei rifiuti ha stanziato "226 milioni di euro stanziati nell’ambito di un programma strategico per la ricerca, l’innovazione e il trasferimento tecnologico – ha concluso - . La declinazione di progetti originali presso il mondo delle PMI e delle PP.AA. riveste un ruolo decisivo per crescere e governare l’attuale periodo di crisi. Il nostro programma punta a stimolare l’innovazione e la ricerca nel tessuto produttivo, a incentivarne le iniziative pubblico-private e a creare un osservatorio sull’innovazione". 

In risposta agli spunti emersi, sono intervenuti i top manager dell'Ict. David Bevilacqua, Ad di Cisco ha ricordato che "è il momento di agire perché l’Ict possa dispiegare appieno le sue potenzialità, rimuovendo gli ostacoli che ci impediscono di farlo. Occorre dunque dotarsi di infrastrutture di rete pervasive a banda ultralarga; utilizzare tali infrastrutture per moltiplicare il potenziale produttivo e creativo di persone e imprese; progettare fin da ora lo sviluppo futuro in modo sostenibile, interconnesso ed intelligente". 

Per Dario Bucci, Ad Intel Italia “Il nostro è un Paese che fa sempre fatica, forse più di altri, a parlare di vera innovazione tecnologica. In Italia più che altrove oggi sembra di assistere a una rivoluzione informatica a due velocità. Quella ridotta spesso al minimo è ancora quella della PA ovvero di chi dovrebbe avere il peso più importante, investendo in infrastrutture e offrendo servizi al passo coi tempi.. Tuttavia è con sorpresa e felicità Intel ha intrapreso nell’ultimo anno un positivo viaggio alla scoperta di un’altra Italia, anche piccola e meno conosciuta, che sa innovare dal basso, con la stessa naturalezza con cui si valorizza il buon gusto e lo stile che il mondo ci riconosce”.

“Serve dare concretezza alle tante, forse troppe discussioni sull’innovazione, seguendo l’esempio di altre aree del pianeta che si sono dimostrate ben più lungimiranti di noi – ha aggiunto Nicola Ciniero, Ad Ibm Italia - L’elemento abilitatore dell’innovazione, e quindi la leva della crescita, resta quell’Ict che il fior fiore di indagini e analisi individuano come primo e più incisivo propulsore dell’economia. Tutta la tecnologia che già ci circonda e la disponibilità di un’ampia potenza di elaborazione aprono al Paese e ai suoi territori un enorme potenziale di trasformazione nel modo di funzionare. Basta adoperarsi per favorirne l’integrazione a ogni livello. Ricavandone riduzione degli sprechi, abbattimento dei costi e recupero d’efficienza, sia nel pubblico sia nel privato".

Secondo Sergio Esposito, Country Leader Hardware Business Unit Oracle Italia, ha ricordato il valore aggiunto del cloud computing. "Il Cloud è certamente il nuovo paradigma: un percorso che oggi hanno intrapreso più dell’80% delle grandi aziende a livello globale. Oltre il 40% dichiara di averlo fatto per potersi allineare continuamente alle esigenze e alle richieste di business. Per il mercato italiano è una grossa opportunità: l’erogazione via cloud pubblico potrà rappresentare un vero momento di svolta tecnologica sia per le Pmi che per le pubbliche amministrazioni, che potranno finalmente ottimizzare e condividere piattaforme e infrastrutture”.

“Per Olivetti – ha commentato l'Ad Patrizia Grieco - il processo di innovazione passa attraverso la capacità di fondere il know how dell’azienda nel settore Ict con le altre competenze disponibili sul mercato, per mettere a punto un’offerta sempre allo stato dell’arte perché siamo convinti che nessuna azienda da sola possa essere in grado di riprodurre i tassi di innovazione del mercato".

“In Microsoft siamo convinti che l’innovazione diffusa e la competitività di un territorio non nascano da iniziative isolate, ma da una gestione a sistema che coinvolge molti attori, pubblici e privati – ha confermato anche Pietro Scott Jovane, numero uno di Microsoft Italia - Affinché ciò avvenga è necessario un lavoro di sensibilizzazione di imprese, istituzioni, governi e associazioni, per creare un clima di consenso e fiducia in grado di incoraggiare la nascita di progetti che rappresentino veri e propri esempi di eccellenza. In questo contesto crediamo che le regioni abbiano un ruolo decisivo nel governo e nella promozione dell’innovazione mediante il trasferimento e la circolazione della conoscenza".

“Le soluzioni IT e i servizi Web sono oggi gli strumenti di lavoro determinanti per la crescita delle imprese soprattutto di piccole dimensioni – ha affermato Pietro Labriola, responsabile Direzione Business, Telecom Italia - Numerosi analisti di mercato mettono in diretta correlazione la prosperità dell’impresa e l’utilizzo intenso e pervasivo dell’Information Technology. Osservando attentamente le caratteristiche delle PMI emerge che i 4,5 milioni di attività che ne fanno parte non solo sono distribuite su tutto il territorio nazionale ma sono anche fortemente interconnesse con la realtà locale di appartenenza. Sul territorio nazionale sono circa 5.000 società IT e oltre 31.000 professionisti dell’IT che consigliano, mantengono e gestiscono la dotazione informatica e tecnologica delle imprese. Nasce così un vero e proprio rapporto fiduciario tra Imprenditori e Professioni dell’IT destinato a durare nel tempo. Per questo motivo all’inizio del 2011 abbiamo deciso di avviare il programma di sviluppo di un canale commerciale interamente dedicato a questo settore di mercato - “IT IS-Information Technology Impresa Semplice” - con l’obiettivo di costruire un rapporto di collaborazione con i professionisti dell’IT che operano localmente”.

“Se il supporto al processo di crescita delle aziende può costituire un elemento positivo in un momento delicato dell’economia nazionale, tanto più risulta strategico il sostegno allo sviluppo delle amministrazioni, poiché un paese sano passa attraverso un percorso evolutivo delle PA che, innovando, può migliorare la gestione interna, il servizio ai cittadini e la qualità di vita della collettività - ha concluso Agostino Santoni, Ad Sap Italia. Dopotutto le esigenze del settore pubblico sono le stesse del privato, ovvero ottimizzare i costi, orientarsi alla performance e avere consapevolezza del modo in cui vengono impiegate le risorse".

19 Ottobre 2011