Hi-tech, sempre più donne alla guida delle Pmi innovative

IMPRESE "ROSA"

Secondo stime di Confartigianato, le imprenditrici "tecnologiche" impegnate in settori come robotica, Tlc e IT sono il 22,5% del totale. In pole Valle D'Aosta, Sardegna e Marche

di Federica Meta
L'hi-tech non più solo una questione da uomini. Le imprenditrici "tecnologiche" formano una pattuglià di 12.261 pioniere impegnate in ambiti come la robotica, l'elettronica, la chimica farmaceutica, la produzione di software e di apparecchiature di alta precisione, le telecomunicazioni, la ricerca scientifica, la consulenza informatica. Il fenomeno è stato evidenziato dall'Osservatorio sull'imprenditoria femminile curato dall'Ufficio studi di Confartigianato e presentato alla Convention di "Donne Impresa Confartigianato", in corso a Roma. 

Le donne a capo di piccole imprese innovative rappresentano il 22,5% del totale degli imprenditori specializzati nei settori hi-tech. La frontiera dell'innovazione è stata conquistata anche da 3.904 imprenditrici artigiane che hanno trovato terreno particolarmente fertile in alcune zone d'Italia. La classifica delle regioni e province a maggior densità di artigiane "tecnologiche", stilata dalla Confartigianato, vede in testa la Valle d'Aosta, seguita da Sardegna e Marche. A livello provinciale, Novara, Sassari e Nuoro guidano il gruppo delle aree territoriali che fanno registrare il numero più alto di aziende ad alta tecnologia guidate da donne.

20 Ottobre 2011