Cloud, i guasti informatici prima causa di perdita di dati

LO STUDIO

Nonostante la crescita della "nuvola" in termini di investimenti da parte delle aziende resta da sciogliere il nodo security. E' quanto emerge da un'indagine di CA Technologies. In Italia l'inadeguata preparazione del personale IT fra le cause della scarsa protezione dei sistemi

di Mila Fiordalisi
Nonostante il trend positivo degli investimenti per il disaster recovery e la crescente adozione del cloud computing, le aziende continuano a registrare episodi di perdita di dati. E' quanto emerge dall'indagine  "Insights: Data Protection and the Cloud 2011" (scarica qui il report integrale) a firma di CA Technologies.

Il 96% delle 202 aziende prese in esame ha infatti dichiarato di essere stata protagonista di "fughe" di informazioni nel corso dell'ultimo anno, riconducibili a cause diverse anche se a farla da padroni (per il 76% del campione) sono stati i guasti ai sistemi informatici (malfunzionamento di rete, storage, software). Fra le cause ricorrenti ci sono anche attacchi esterni contro l’IT (57% delle aziende).

In Italia, pur essendo elevata la frequenza di perdita di dati, sono poche le aziende dotate di sistemi di disaster recovery adeguati. Solo il 17% ha riferito di disporre di piani completi e dettagliati per la tutela dei dati in caso di evento catastrofico. E la mancanza di pianificazione si deve al mancato supporto e sostegno del top management (55%) e alla inadeguata preparazione del personale IT (43%).

“Sebbene la spesa per la protezione dei dati sia in aumento, l’indagine Insights: Data Protection and the Cloud 2011 ha denunciato l’insuccesso delle politiche aziendali che rende necessaria maggiore oculatezza negli investimenti,” sottolinea Chris Ross, Vice President Emea & Asia-Pacific, Data Management Csu di CA Technologies. “La perdita di dati può essere causata da numerosi fattori, perciò le organizzazioni farebbero bene a calcolare la probabilità di ciascuno in modo da orientare di conseguenza la loro pianificazione. È un’area importante su cui concentrarsi, dato che la perdita di dati può avere effetti catastrofici – per non parlare dei costi – sull’attività aziendale. Un precedente studio di CA Technologies ha rivelato che il tempo di inattività dovuto a guasti legati al reparto IT costerebbe a ogni azienda italiana una media di 34.000 euro all’anno, spesa che si potrebbe evitare con un piano adeguato di distaster recovery".

Dall'indagine di CA emerge un aumento costante della spesa per la protezione dei dati, con una quota crescente del budget destinato al cloud computing: un terzo (33%) delle organizzazioni ritiene che il cloud svolgerà un ruolo sempre più importante nei loro piani di business continuity del prossimo anno.

L’81% ha mantenuto costante o aumentato nel corso dell’ultimo anno il budget dedicato alla protezione dei dati, mentre il 19% ha in progetto di intensificare gli investimenti in tal senso. Un numero sempre maggiore di aziende si sta accorgendo della rilevanza del mondo cloud per le strategie di data protection, CA Technologies prevede quindi un aumento degli investimenti nelle soluzioni cloud.

Fra le aziende interpellate, il 30% ha dati che risiedono in una cloud privata, il 17% nella cloud pubblica. Una quota significativa (77%) dei soggetti che utilizzano una cloud privata ritiene che i dati e gli applicativi verrebbero adeguatamente protetti in caso di disastro; ben l’86% di coloro che utilizzano una cloud pubblica si fida degli Sla per la protezione dei dati stipulati con il fornitore.

25 Ottobre 2011