Facebook spinge sul data center open source

IL PROGETTO

In cantiere una nuova fondazione con l'obiettivo di promuovere la creazione di standard aperti per le grandi banche dati. Intanto l'azienda avvia la realizzazione del primo centro per la raccolta dei dati in Europa, a 100 chilometri dal Circolo polare artico

di Patrizia Licata
Facebook si fa paladina dei data center open source, con una nuova fondazione sponsorizzata dal social network il cui compito sarà creare standard aperti per le grandi banche dati. Solo con tecnologie open source, infatti, sostiene Facebook, si può accelerare l’innovazione e rendere le infrastrutture più efficienti.


Le 
web company non rivelano quasi mai informazioni critiche riguardanti la loro infrastruttura informatica, ma Facebook vuole spingerle a rendere note almeno le specifiche tecniche dei data center. In questo modo, afferma la società del social network, si potranno creare data center più “verdi”, accelerare il ritmo dell’innovazione nell’hardware e permettere alle aziende di ottenere capacità di elaborazione e conservazione dei dati ancora maggiori.

Frank Frankovsky, director of hardware design and supply chain di Facebook, paragona l’iniziativa di oggi al movimento open source nel mondo del software: “L’open source non riguarda solo il software ma può coinvolgere anche l’hardware”, ha dichiarato all’Open Compute Project Summit a New York.
 Per questo Facebook ha deciso di creare una fondazione, che raccoglierà contributi, voterà sui diversi progetti proposti e promuoverà i migliori. Il gruppo, che si ispira alla Apache Software Foundation, fisserà anche degli standard per proteggere la proprietà intellettuale di quanti contribuiscono, favorendo così una partecipazione ampia e diffusa.

Della fondazione non fa parte solo Facebook: nel board, oltre a Frankovsky, siedono top executive di Intel, Rackspace Hosting, Goldman Sachs, Arista Networks. 
Inoltre al progetto già partecipano alcuni provider di hardware per data center come Dell, ha fatto sapere Frankovsky.

L’annuncio di Facebook è in linea con la decisione presa ad aprile scorso di rendere pubblici i dati sui suoi computer, server rack, sistemi di backup e altri elementi delle sue infrastrutture di data center. Sempre ad aprile la società aveva dichiarato che la sua banca dati in Oregon era il 38% più efficiente dal punto di vista energetico e il 24% più efficiente dal punto di vista dei costi delle macchine che aveva usato fino ad allora.

Intanto Facebook ha confermato la realizzazione di un nuovo data center a 100 km dal Circolo Artico, a Lulea: la scelta è ricaduta sulla città del nord della Svezia per il clima, che facilita le operazioni di raffreddamento, e l'ampia disponibilità di energia idroelettrica. Non solo sarà il primo data center di Facebook in Europa ma anche il più grande del genere nel nostro continente, e anche il più settentrionale. La struttura consisterà di tre edifici contenenti server su un’area di 28.000 metri quadrati. Il primo edificio sarà operativo in un anno, il resto sarà completato entro il 2014.
 La società non ha rivelato dettagli finanziari, ma secondo la stampa svedese Facebook starebbe investendo tra 464 e 773 milioni di dollari.

28 Ottobre 2011