Ibm, il software predittivo sposa il settore sanitario

ANALYTICS

La soluzione consente agli operatori di analizzare informazioni cliniche da grandi quantità di dati di pazienti. L'obiettivo è ridurre la percentuale di ricoveri ripetuti e delle ri-ospedalizzazioni

di P.A.
Ibm ha presentato un nuovo software per il settore sanitario, per aiutare enti e operatori a migliorare l’assistenza ai pazienti e a ridurre i costi. La nuova offerta software utilizza la content analytics in modo simile alla tecnologia presente nel supercomputer Watson di Ibm.

Seton Healthcare Family è il primo cliente ad adottare e utilizzare la tecnologia, denominata Ibm Content and Predictive Analytics for Healthcare. Questa soluzione consentirà alle organizzazioni sanitarie di estrarre informazioni cliniche pertinenti da grandi quantità di dati sui pazienti, per analizzare meglio il passato, comprendere il presente e predire gli esiti futuri.

Associando la tecnologia Watson di Ibm a offerte di soluzioni del settore, Seton intende focalizzare la nuova soluzione di content and predictive analytics per comprendere le cause delle ri-ospedalizzazioni e per ridurre i ricoveri ripetuti evitabili.
Secondo il New England Journal of Medicine, un paziente su cinque è soggetto a una ri-ospedalizzazione evitabile, il che rappresenta 17,4 miliardi di dollari dell’attuale budget Medicare di 102,6 miliardi.

A partire dal 2012, gli ospedali saranno penalizzati per gli elevati tassi di riospedalizzazione, con la riduzione dei pagamenti effettuati da Medicare sulla base delle dimissioni dall’ospedale.

"Ibm Content and Predictive Analytics for Healthcare utilizza lo stesso tipo di elaborazione del linguaggio naturale di Ibm Watson, permettendoci di sfruttare le informazioni non strutturate in modi in precedenza impossibili - dice Charles J. Barnett, Fache, President/Chief Executive Officer, Seton Healthcare Family - Con questa soluzione possiamo accedere a una vista integrata dei dati clinici e operativi pertinenti, per un processo decisionale più informato. Ad esempio, prevedendo i candidati di una possibile riospedalizzazione, possiamo ridurre i ricoveri ripetuti onerosi ed evitabili, ridurre i tassi di mortalità e in definitiva migliorare la qualità della vita per i nostri pazienti".

02 Novembre 2011