Sap pronta a una nuova fase di shopping

STRATEGIE

La società tedesca si prepara ad acquisire altre società. Ma resta prioritario il rinnovamento: "Abbiamo abbassato il ciclo di innovazione a sei mesi". Obiettivo raggiungere nel 2015 un miliardo di persone con i prodotti di business software

di Patrizia Licata
Sap è pronta a fare shopping, in grande. Jim Snabe, co-chief executive dell’azienda tedesca, ha dichiarato che Sap è in cerca di nuove, importanti opportunità di acquisizione, a sostegno dei recenti acquisti di Business Object e Sybase.

“Abbiamo dimostrato per due volte che possiamo comprare in grande e farlo bene”, dichiara oggi Snabe sul Financial Times. “Con Business Objects, che abbiamo acquisito un paio di anni fa, siamo entrati con forza nel settore dell’analytics e oggi siamo un leader di mercato. L’anno scorso abbiamo comprato Sybase per portare la tecnologia mobile nel business software. Perciò siamo in grado di fare acquisizioni di successo e, certamente, siamo ancora in cerca di opportunità”.

Ma pur non disdegnando nuovi accordi di peso, la priorità di Snabe resta innovare l’azienda dall’interno: “Possiamo innovare più velocemente di quanto gli altri possano acquisire. Abbiamo abbassato il nostro ciclo di innovazione a sei mesi, mentre una grossa transazione richiede molto più tempo, dai 12 ai 18 mesi”, afferma Snabe, con una indiretta allusione ad Oracle, rivale numero uno di Sap, che ha fatto delle acquisizioni il centro della sua strategia (ha comprato circa 78 aziende negli ultimi sei mesi).

L’anno scorso, quando Snabe e Bill McDermott, il suo co-Ceo, hanno preso il comando della software company, Sap si è posta l’obiettivo di raggiungere 1 miliardo di persone con il suo software entro il 2015. Per farlo, dovrà arrivare a ogni singolo utente aziendale tenendo conto della “consumerizzazione dell’It”, che cambia il modo in cui il business software viene diffuso: i lavoratori tendono a portare le loro tecnologie personali sul posto di lavoro e si aspettano la stessa facilità d’uso che hanno sulla Google mail o sull’Apple iPad anche nei prodotti per il mondo business.

“Le grandi installazioni di software nelle aziende sono pensate per durare, rappresentano decenni di investimenti e non vengono facilmente modificate. E’ un mercato che non cresce velocemente”, commenta Ross MacMillan, analista di Jefferies. “Nei prossimi anni, se nuovi entranti cominceranno a offrire versioni poco costose e basate su cloud del software per aziende, in grado di svolgere le stesse funzioni del software offerto da Sap, la società tedesca potrebbe trovarsi nei guai. Per questo è importante che continui a innovare”, conclude MacMillian, “creando funzionalità che si aggiungono alle piattaforme che i suoi clienti hanno già installato”.

In molti casi, Sap sta cercando di imparare la lezione di Facebook e di altre Internet companies (come ha fatto con il suo programma diagnostico per medici, che ha un look simile a quello del social network) o anche del successo dei tablet: molti suoi nuovi prodotti sono disegnati per lo schermo di iPad & co.

Gli analisti sottolineano anche il successo di Hana, una tecnologia di Sap che permette di analizzare molto velocemente grandi quantità di informazioni. Clienti come le grandi catene di supermercati ne stanno considerando l’adozione. Mirko Maier di Landesbank Baden-Württemberg stima che Hana realizzerà 150 milioni di euro di vendite quest’anno. “E per il 2013 Hana potrebbe rappresentare il 10% delle entrate dalle licenze, come minimo. Insomma, una fonte di revenue molto significativa”, aggiunge l’analista.

Altre iniziative di Sap non crescono però altrettanto rapidamente: procede a rilento, per esempio, l’offerta cloud della tedesca, chiamata Design. L’azienda mira a raggiungere quota mille clienti per fine anno, ma per ora è ferma a 650.

In generale gli investitori sono soddisfatti dai risultati positivi di Sap e il titolo è cresciuto di quasi il 17% nell’ultimo anno, conclude il Financial Times, ma con la crisi dei mercati europei, le incertezze sul business della tedesca restano: “Le innovazioni sono importanti, ma quanto riusciranno a trainare la crescita?,” si chiede MacMillan. “Il 50-60% delle attività di Sap fa ancora riferimento al core business, che verrà probabilmente colpito dalla crisi economica”.

14 Novembre 2011