La governance del web "riservata" alle aziende Usa. Kroes: "La Ue è contraria"

DOMINI INTERNET

Il commissiario europeo all'Agenda Digitale esprime rammarico per l'esclusione di offerte extra-statunitensi alla gara del Governo americano sul rinnovo del contratto della Iana, l'Authority americana per la gestione del naming di Internet, oggi in mano all'Icann

di Paolo Anastasio
La Commissione Europea fa sapere che l’iniziativa intrapresa per migliorare la governance di Internet si è concretizzata con l’introduzione da parte del Governo Usa di una serie di modifiche nel prossimo contratto della Iana (Internet assigned numbers Authority) che entrerà in vigore a marzo del 2012. Oggi, il contratto è in mano all’icann (Internet Corporation for assigned Named and Numbers), che gestisce l’assegnazione e la creazione di nuovi domini (ad esempio .museo e .cinema). Probabilmente, sarà di nuovo l’Icann ad aggiudicarsi il prossimo contratto per la gestione dei domini online, che dovrebbe durare fino a marzo 2015. La Commissione Europea è tuttavia scontenta per la chiusura da parte del Governo Usa alle aziende extra Usa, escluse dal bando di gara per il nuovo contratto della Iana.

La Commissione accoglie con favore la pubblicazione da parte del Governo Usa di una gara per l’assegnazione del contratto di gestione del sistema di naming e numerazione per una gestione graduale del funzionamento globale della Rete. La nuova gara sarà soggetta a un processo di asta competitiva e le sue specifiche sono destinate a rafforzare la trasparenza, l’indipendenza e la responsabilità del prossimo contractor di Iana nel contesto multi gestionale dell’ecosistema della governance di Internet.

Neelie Kroes, vice presidente della Commissione Europea responsabile dell’Agenda Digitale, ha detto che “La nuova offerta di Iana è un chiaro passo in avanti per la governace globale di Internet – ha detto la Kroes – una gestione più trasparente, indipendente e responsabile dei nomi di dominio di Internet e di altre risorse connesse rafforzeranno il ruolo della Rete come risorsa globale”.

Nel dettaglio, la bozza di contratto comprende misure chiare e stringenti sul conflitto di interessi. Il prossimo contractor di Iana dovrà adottare provvedimenti per evitare qualunque attività o situazione che potrebbe compromettere, o dare adito a sospetti di compromissione, l’applicazione imparziale e oggettiva del contratto. E’ prevista inoltre una policy per scritta che prevede sanzioni pecuniarie contro il conflitto di interessi derivante da conflitti reali o potenziali basati su relazioni personali o sospetti di guadagni economici, attività di lavoro e extra lavoro.
La Commissione ritiene da tempo che una stringente policy contro il conflitto di interessi migliorerà in maniera rilevante la qualità delle decisioni prese dal contractor di Iana.

Inoltre, in seguito alle specifiche richieste della Commissione Europea, la bozza di nuovo contratto stabilisce che per quanto riguarda l’introduzione di nuovi domini “Top level” (ad esempio .museum o .movie) e il processo di modifica di quelli esistenti, il prossimo contractor della Iana dovrà produrre una documentazione approfondita per dimostrare i motivi della decisione presa e i vantaggi per il pubblico interesse.
La Commissione ritiene che che il prossimo contractor di Iana debba porre molta attenzione all’applicazione della normativa Ue sulla protezione dei dati personali. La Commissione continuerà a monitorare la situazione ed esprime rammarico per l’assenza di aziende extra statunitensi fra I pretendenti della gara indetta dalla Iana.

Iana è una delle più antiche istituzioni di Internet, nata negli anni ’70 e focalizzata su tre aree di attività: gestione di domini online; gestione e coordinamento degli indirizzi Ip; le cosiddette funzioni della Iana sono messe in atto fino a marzo dell’anno prossimo dall’Icann (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), nel quadro di un accordo con il Governo Usa. Nell’offerta si gara si precisa che il prossimo contractor di Iana dovrà essere una azienda made in Usa al 100%, controllata e gestita negli stati Uniti, e che le sue attività dovranno restare negli Usa.

15 Novembre 2011