Privacy, dal W3C le specifiche per siti e browser

STANDARD

Il consorzio sta lavorando alle specifiche tecniche per aumentare la protezione dei navigatori e uniformare i diversi protocolli di Do Not Track oggi incompatibili. Nel working group anche Facebook e Google

di Patrizia Licata
Il World Wide Web Consortium (W3C) è al lavoro per garantire che la privacy degli utenti di Internet sia difesa su larga scala con tecnologie standardizzate e condivise. Un gruppo interno al consorzio, cui partecipano più di 15 aziende e organizzazioni tra cui Adobe, Apple, Facebook, Google, Microsoft, la Electronic Frontier Foundation e la Stanford University, sta mettendo a punto nuovi strumenti per proteggere i dati personali e creare avvisi che informano l’utente se un sito non rispetta le regole sulla privacy.

Si tratta di specifiche tecniche che il W3C sta disegnando ma che utenti, browser e aziende sono chiamate a definire e implementare, come fa sapere oggi il consorzio.

"Gli utenti hanno la sensazione di essere spiati mentre navigano in Rete e alcuni temono per la loro privacy e vorrebbero strumenti per essere più protetti", spiega Matthias Schunter dell’Ibm, che presiede il gruppo del W3C che sta disegnando le tecnologie “Do Not Track”.

Il gruppo di lavoro sta definendo specifiche software che permetteranno di avere impostazioni nel browser che indicano quali siti sono più rispettosi della privacy; consentiranno ai siti Internet di raccogliere le richieste di protezione dei dati da parte dei loro utenti; e definiranno le best practice.

Schunter ha spiegato che queste tecnologie dovranno porre fine all’attuale confusione in cui i diversi produttori di browser adottano sistemi “Do Not Track” non compatibili. "Oggi i siti web devono implementare protocolli diversi, non esiste un modo standard per rispettare le scelte sulla privacy degli utenti. Il nostro obiettivo”, ha detto Schunter, “è standardizzare tutti questi protocolli”.

Gli strumenti che il W3C metterà a punto saranno naturalmente "privacy friendly": saranno disegnati in modo tale da fornire il minor numero possibile di informazioni sull’utente. Per esempio, oggi un sito potrebbe registrare le preferenze del navigatore notando il suo nome e la lingua madre e registrandoli in un cookie, ma un sistema più attento alla privacy si limiterebbe a registrare la preferenza per una lingua, senza altri dati che identificano più precisamente l’utente.

Ovviamente quelle del W3C sono indicazioni, non obblighi per i siti e i produttori di browser e software, ma Schunter è convinto che le tecnologie proposte dal consorzio saranno ampiamente adottate: secondo il presidente del working group i browser potrebbero incorporarle già a metà 2012 e poco dopo anche i siti Internet si adegueranno.

15 Novembre 2011