Cloud, una minaccia per i professionisti dell'IT?

LAVORO

L'avvento della nuvola cambia la natura delle funzioni in capo ai dipartimenti IT delle aziende, che in futuro potranno dedicarsi ad attività più sofisticate. Cresce il timore di esuberi

di Paolo Anastasio
Il Cloud computing sta cambiando il modo di lavorare dei professionisti IT. E’ un rischio per loro? I provider di servizi cloud dicono di no, anzi, e assicurano che i loro servizi – software, infrastrutture o piattaforme – dimezzerà la spesa IT delle aziende. Resta aperta la questione se questo impatto economico non avrà delle conseguenze negative sul fronte occupazionale. Lo scrive il sito Euractiv.com.

Il fatto è che il cloud computing rende automatiche delle attività che in passato erano svolte da impiegati in carne ed ossa. Una volta automatizzata la funzione, che ne sarà degli impiegati?
Una trasformazione che solleva legittimi timori fra i professionisti dell’IT. Ma secondo Richard Davies, Ceo della start up inglese Elastic Hosts, non ci sono pericoli: i professionisti dell’IT potranno spostarsi da attività a basso contenuto intellettuale ad attività più sofisticate.

In prospettiva, i servizi infrastrutturali e le operations dei data center in-house saranno progressivamente delegati a grossi provider come Amazon, Google e Micorosft. Nel contempo, i team IT si occuperanno di configurare questi servizi, di integrarli nelle operations aziendali, di creare gli update di caricare i dati in cloud.

Tutto questo non significa però che i professionisti IT possano dimenticarsi del tutto dell’infrastruttura, anche se le aziende potranno affidarsi ai cloud provider per i sistemi di back-end. “Devi continuare a consocere l’infrastruttura, anche se di fatto non sarai più obbligato a gestirla”, dice James Staten, un analista di Forrester Research.

Davies dal canto suo ammette che con l’avvento del cloud computing in azienda I tecnici dei data center, che ad esempio installano i server in azienda, non servono più. Ma il lavoro dei tecnici nelle grandi aziende che adottano il cloud diventeranno più sofisticati.

Gli analisti del business ai vertici delle aziende e gli ingegneri della software integration, responsabili di assicurare che il cloud sia costantemente in linea con il business aziendale, potranno orientarsi verso carichi di lavoro anche maggiori per i professionisti IT, a seconda delle dimensioni delle aziende, aggiunge Davies.
Ma gli ingegneri IT in cerca di lavoro hanno molto da ridire: “Il Cloud è una gran cosa, ma lungo andare ci saranno alcuni grossi player che forniranno dall’esterno quasi tutti i servizi cloud – attacca Sebastian Bammer, un ingegnere IT di Vienna – il che lascerà gli staff IT interni alle aziende senza lavoro. Di fatto, le aziende potrebbero aver bisogno soltanto di un piccolo staff IT per fornire servizi infrastrutturali all’organizzazione”.

Tuttavia, le professioni legate all’IT restano le più appetibili, soprattutto in tempi di recessione come questi. Secondo stime di Forbes, la domanda di ingegneri specializzati in software design schizzerà fino al 2016. Inoltre, le professioni legate all’IT sono a prova di recessione secondo l’agenzia inglese di recruitment Hays.

01 Dicembre 2011