Banche sprecone di carta. Digitale usato al 9%

IL RAPPORTO

Abi Lab rileva che si producono 5,7 miliardi di "fogli" l'anno

di Federica Meta

Sono 5,7 miliardi i documenti cartacei prodotti dalle banche ogni anno per comunicare con clienti e dipendenti. Pari a quattro volte la superficie di Parigi, costano al settore 105 milioni di euro l’anno. È questa la fotografia scattata  dal studio “Gestione documentale in banca” effettuato dal Abi Lab, il consorzio Ricerca e lo Sviluppo delle Tecnologie per la Banca dell’Abi, che ha mappato 104 documenti erogati dagli oltre 30mila sportelli, distinguendoli in due grandi categorie: i “documenti di sportello”, attraverso i  quali la banca comunica con i clienti, e i “documenti interni”, ossia quelli utilizzati dalla filiale per comunicare coi dipendenti e la documentazione contabile, legale e societaria della banca.
 

Nello specifico Abi Lab rileva che la maggior parte dei “documenti di sportello”, ovvero l’84%, riguarda le operazioni di incasso e pagamento, dai bonifici agli assegni passando per la contabilità di addebito e accredito in conto corrente. Di questi, circa il 60% nasce su carta, mentre il restante 40% viene stampato nelle fasi successive alla produzione. Tra i documenti più stampati ci sono la contabilità di addebito e accredito (oltre 28mila fogli per sportello), la distinta di versamento (oltre 12mila), l’avviso di ritiro effetti (quasi 11mila) e l’assegno troncato dei corrispondenti (circa 7,2mila). Nettamente inferiori, invece, i volumi di carta delle altre categorie: documenti di conto corrente (9%), deposito titoli (4%), credito (2%), documenti “generici” (1%). Per quanto riguarda invece i costi lo studio distingue fra costi “esterni”, relativi alla gestione logistica, al deposito e alla spedizione, che ammontano a 105 milioni di euro l’anno (oltre 3mila euro l’anno per ogni sportello), da quelli legati all’acquisto della carta che ammontano a 20 milioni di euro l’anno.
 

“Le banche sono uno dei settori più legati alla carta sia sul fronte della produzione sia sul versante della conservazione -  spiega il presidente di Abi Lab, Domenico Santececca -. In questo senso le recenti evoluzioni normative introdotte dalla legge 2/2009 semplificano notevolmente le procedure di digitalizzazione,  aprendo una nuova frontiera alla gestione documentale”. Come a dire che il futuro passa per la digitalizzazione. Che, però, ad oggi interessa solo il 9% dei documenti. Tra i più informatizzati ci sono i documenti dove non è necessaria la firma del cliente: il foglio informativo, gli estratti conto di conto corrente, deposito titoli e carte di credito e i documenti di sintesi che rappresentano il 60% del totale, mentre la categoria degli incassi e pagamenti, che produce ogni anno oltre 100 mila documenti per sportello, è la meno digitalizzata (21%). “Digitalizzare significa migliorare i processi operativi riducendo i costi - conclude Santececca -. In questa direzione, ora che le tecnologie sono consolidate e il quadro normativo è completo, la nascita di una banca senza carta è sempre più a portata di mano”.

 

05 Marzo 2009