Countdown per la connected life

GSMA E MACHINA RESEARCH

Opportunità in vista per le telco mobili. A patto che mettano a punto strategie mirate

di Patrizia Licata

La rivoluzione del mobile è pronta a compiere un nuovo salto. Dopo aver trasformato il modo in cui comunichiamo e accediamo all’informazione, all’intrattenimento e a Internet in genere, oggi si profila una nuova fase per l’industria della connettività: nel vicino futuro tutto e tutti saranno collegati in maniera wireless. Non solo cellulari e tablet, ma anche automobili, edifici, apparecchiature mediche, tv, console e molti altri prodotti dell’elettronica di consumo saranno connessi in modo “intelligente”, cioè tale da interagire tra di loro, con processi e persone, abilitando una serie di servizi utili che possono essere erogati ovunque e in qualunque momento siano necessari.

Si tratta di un mercato che apporterà benefici agli utenti, ma creerà anche opportunità per le telco. Secondo le stime della Gsma, l’associazione globale che rappresenta gli interessi degli operatori mobili, e di Machina research, i device connessi potrebbero valere 4.500 miliardi di dollari entro il 2020; 2.500 miliardi saranno generati dalla vendita di terminali e servizi e quasi la metà di questo totale (1.200 miliardi di dollari tra otto anni) andrà nelle tasche degli operatori. Si tratta per i carrier di un incremento di sette volte rispetto alle revenue attese da questo settore nel 2011, senza considerare il potente stimolo alla crescita dell’intero ecosistema. I restanti 2mila miliardi di valore di questo mercato saranno generati dai risparmi e dal miglioramento del servizio.

Il numero totale di device “connessi” salirà complessivamente dagli oltre 9 miliardi di oggi a 24 miliardi nel 2020; i device connessi mobili rappresenteranno allora la metà del totale, un incremento del 100% rispetto a oggi. Le prime dieci applicazioni “connected” andranno a comporre il 60% del mercato dei device connessi nel 2020; la top ten è guidata dalle connected car, per un valore stimato di 600 miliardi di dollari (Machina research prevede che il 90% delle nuove automobili nel 2020 avrà qualche forma di connettività a bordo), ma peseranno anche il monitoraggio clinico da remoto, le soluzioni per l’assisted living e la sicurezza in casa, le assicurazioni auto pay-as-you-drive, gli smart meter, le tecnologie per la gestione del traffico e l’automazione degli edifici.

Gli operatori mobili possono beneficiare di questa nuova significativa fonte di guadagno concentrandosi su aree chiave della catena del valore come la fornitura del servizio e l’integrazione di sistemi, oltre che collaborando con altri settori industriali per mettere a punto servizi nuovi utili per i loro clienti, come sottolinea Michael O’Hara, Chief marketing officer della Gsma: “La Connected life avrà un impatto positivo su molte industrie, ma per consentire a miliardi di persone di godere di questa opportunità occorre la collaborazione tra i diversi settori interessati”. Questa collaborazione beneficerà soprattutto l’industria dell’elettronica di consumo, che potrebbe generare per i carrier entrate dirette di 445 miliardi di dollari; l’automotive, che potrebbe garantire agli operatori altri 202 miliardi; la sanità, con 97 miliardi di revenue aggiuntive attese; e il segmento utility, che potrebbe portare alle telco altri 36 miliardi di dollari entro il 2020.

“Ovviamente il giro d’affari per i carrier dipenderà nel concreto dalle singole strategie di business”, aggiunge Machina research, ma gli operatori mobili hanno un importante vantaggio: si trovano nella posizione ideale per lavorare in partnership con altre industrie e rendere la Connected life realtà perché sono loro a fornire la connettività; hanno una lunga esperienza nel customer care e notevoli capacità di billing e distribuzione; e rappresentano un brand con una forte reputazione tra clienti sia consumer che business.

“Stiamo entrando in una nuova era della connettività in cui assisteremo alla proliferazione di miliardi di device connessi in tutto il mondo”, conclude Jim Morrish, director di Machina research. “La maggior parte della crescita arriverà dal segmento machine-to-machine, mercato nuovo per i fornitori di servizi di comunicazione e con nuove dinamiche. Il modo in cui operatori mobili, vendor di terminali, provider di servizi e altri player risponderanno a questa opportunità avrà implicazioni per il successo della Connected life. L’industria mobile ha la grande opportunità di giocare un ruolo centrale”. Fornendo naturalmente anche le autostrade attraverso le quali i device connessi dovranno comunicare: le reti ultra-veloci.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 19 Marzo 2012

TAG: internet of things, telco

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