Touré (Itu): "Telco sotto pressione, le regole vanno cambiate"

TLC VS OTT

Il segretario generale dell'Agenzia dell'Onu punta i riflettori sulla necessità di spingere gli investimenti nella banda larga: "Gli Ott non sono disposti a pagare ma stanno generando una crescente domanda di dati". Gambardella (Etno): "Modelli di business insostenibili"

di Paolo Anastasio

"Tutti vogliono la banda larga, ma pochi sono disposti a pagare, in particolare gli over-the-top, che stanno generando una crescente domanda con le loro applicazioni, e i consumatori, che si sono abituati alla fruizione di pacchetti illimitati". Lo ha detto Hamadoun I. Touré, segretario generale dell’Itu, l’agenzia dell’Onu che si occupa di Tlc, ad Ottawa in occasione di un summit internazionale che si è tenuto qualche giorno fa.

"Tutto ciò sta mettendo sotto pressione in modo enorme gli operatori, che hanno bisogno di investire in reti a banda ultra larga per garantire la quality of service di pari passo con l’aumento della domanda - aggiunge Touré - Nel contempo, la diffusone della banda larga è sempre più considerata come un’infrastruttura basilare per lo sviluppo sociale ed economico, tanto che gli operatori sono chiamati a portare i network in aree remote e poco servite. Si tratta di temi strategici, di cui è necessario discutere".

In che modo assicurare un livello sufficiente di investimenti per la realizzazione dei network a banda larga?  
“Nel giro di vent’anni abbiamo assistito ad una transizione straordinaria da un mondo dove la gente non aveva nessun accesso a servizi basilari di tlc, ad un mondo dove più di sei miliardi di persone hanno un abbonamento a servizi mobile e 2,4 miliardi di persone usano internet - risponde il segretario generale dell'Itu -  Insieme abbiamo creato un mondo iperconnesso e dobbiamo andarne fieri".

"E’ un peccato - prosegue - che questa grande storia di successo oggi sia infangata dal dibattito in atto sul ruolo dell’Itu e dell’Onu nel futuro di Internet. E’ ridicolo pensare che l’Onu o l’Itu abbiano intenzione di impadronirsi della gestione di internet, come si legge in diversi articoli che insinuano questa tesi. Abbassiamo il volume e portiamo avanti una discussione ragionevole. Questi articoli di giornale si riferiscono ad un importante incontro che si terrà a dicembre a Dubai, la World Conference in International Telecommunications (Wcit), che secondo l’Itu sarà il catalizzatore per il futuro sviluppo delle telecomunicazioni, allo stesso modo in cui la conferenza del 1988 fissò l’assetto attuale dell’International Telecommunications Regulations (Itr). L’Itu, allo stesso modo delle Nazioni Unite, è costituito dagli stati membri. Dal 1988 il quadro del settore è cambiato e per questo il quadro regolatorio e la policy globale delle Tlc vanno aggiornati. Come ciò avverrà dipende dagli stati membri dell’Itu. E’ necessario raggiungere un consenso generale ed equilibrato sulle regole necessarie per garantire un quadro di concorrenza capace di stimolare l’innovazione e la diffusione dell’Ict".

Secondo stime della Gsma saranno necessari investimenti complessivi per 800 miliardi di dollari entro il 2015, per rispondere alla crescente domanda di traffico dati da parte degli utenti. Investimenti massicci, che copriranno il digital gap di mercati emergenti ed aree rurali. 

“L’attuale quadro regolamentare nel settore delle telecomunicazioni è stato un grande successo e ha consentito di arrivare al punto in cui ci troviamo oggi – dice Luigi Gambardella, presidente dell’Etno – Tuttavia, gli attuali modelli di business della Rete stanno diventando insostenibili di fronte alla crescita esponenziale del traffico dati. E’ necessario affrontare l’attuale scollamento fra fonti di ricavi e fonti di costo e decidere qual è il modo migliore per superarlo”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 07 Maggio 2012

TAG: itu, onu, Hamadoun I. Touré, etno, luigi gambardella, ott, broadband, network

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