Calabrò: "L'Italia faccia la rivoluzione digitale, non solo a parole"

IL CONVEGNO DEL CORRIERE DELLE COMUNICAZIONI

Il presidente dell'Agcom nell'intervento al nostro convegno Telco per l'Italia ha acceso i riflettori sulla "portata deflagrante e rivoluzionaria di Internet". "L'obiettivo è la crescita sostenibile del settore in una prospettiva di lungo termine, altrimenti non coglieremo appieno le potenzialità"

di Mila Fiordalisi

"Internet non è “solo” una nuova tecnologia ma un cambio di paradigma nella produzione di beni, servizi, cultura e del vivere civile. S’impone senza differimenti una riflessione che si prefigga come obiettivo la crescita sostenibile del settore in una prospettiva di lungo termine, altrimenti non coglieremo appieno la portata deflagrante e rivoluzionaria della Rete". Il presidente uscente di Agcom Corrado Calabrò, nell'intervento inviato al nostro convegno Telco per l'Italia in corso presso la Biblioteca Nazionale di Roma, accende i riflettori sul ruolo sempre più importante degli over the top e sulla necessità, per l'Italia di fare davvero la rivoluzione digitale, "non solo a parole".

"Nella definizione delle politiche regolamentari europee - si legge nell'intervento di Calabrò - pesano ancora troppo le telecomunicazioni e troppo poco Internet. Si continuano ad avere nel mirino le telco quando invece l’ecosistema digitale è diventato più ampio, più complesso e più fragile per il ruolo giocato dagli operatori over the top. Nel 2011 Google ha avuto un margine operativo che è pari a poco meno di un terzo di quello registrato – a livello mondiale - dagli incumbent dei primi 5 Paesi europei ma avendo poco più di 1/30 dei dipendenti. Il rapporto tra ebit e ricavi nel 2011 per Google è stato pari ad oltre il 30%; per le principali telco inferiore al 15%".

Il presidente di Agcom nel ribadire la centralità del settore Ict in grado di favorire "accelerazione del Pil, risparmi, maggiore competitività per le imprese, miglioramenti della qualità della vita per tutti" evidenzia che "il problema è come far scattare questo acceleratore, come liberare – davvero e non solo a parole - la rivoluzione digitale". "Il punto di atterraggio - sottolinea Calabrò - è sempre lo stesso: la crescita. E’ questo l’obiettivo primario cui tutte le iniziative devono rivolgersi, in maniera coordinata. L’approccio è duplice: l’interazione fra politiche pubbliche e strategie degli operatori".

Le politiche pubbliche - dice ancora il presidente - "sono importanti per fertilizzare il terreno, anche laddove non possono intervenire direttamente con l’investimento. Ma la politica delle infrastrutture è tanto più efficace quanto più s’inserisce in un contesto in cui offerta e domanda si alimentino reciprocamente. Riponiamo molte attese nell’Agenda digitale per l’Italia che abbiamo promosso e supportato anche se poi non siamo stati inclusi nella sua regia".

Nell'intervento il presidente ha anche ricordato il ruolo di Agcom nel settennato in scandenza evidenziando "la puntualità delle nostre azioni e indicazioni". La Commissione europea ha da poco lanciato una consultazione pubblica in materia di semplificazioni amministrative e riduzione del costo degli scavi, ricorda il presidente. "Agcom ha assunto un “regolamento scavi” esattamente in quella direzione a novembre 2011; in anticipo sui tempi, come spesso è accaduto in questo settennato. Piaccia o no a quelli che vorrebbero farci uscire dalla porta di servizio, dissimulando la realtà che in questi sette anni l’Agcom è passata nel gruppo di testa dei migliori regolatori europei e che i suoi provvedimenti sono considerati best practice".

©RIPRODUZIONE RISERVATA 09 Maggio 2012

TAG: agcom, corrado calabrò

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