Ipo di Facebook, class action contro il Nasdaq

MAXI RISARCIMENTO

Causa collettiva dei piccoli investitori contro la borsa di New York, per i danni da centinaia di milioni di dollari legati al debutto flop. Respinta la proposta di compensazione da 40 milioni

di P.A.

Una miriade di piccoli investitori privati hanno depositato una class action contro il Nasdaq Omx Group, per chiedere un maxi risarcimento per i danni subiti dal pasticcio della Ipo di Facebook. I legali che seguono la class action chiedono a gran voce di rifiutare il piano del Nasdaq, che ha messo sul piatto una somma complessiva di 40 milioni di dollari per compensare le perdite dei broker di borsa.

Nei giorni scorsi il consiglio di amministrazione del gruppo Nasdaq ha approvato un fondo volontario da 40 milioni di dollari per risolvere le dispute sull'Ipo di Facebook. I fondi saranno disponibili per coloro che sono stati svantaggiati dai problemi tecnici per l'Ipo. I rimborsi saranno garantiti a chi si qualificherà e su tre tipi di ordine. Ma per i legali della class action collettiva dei piccoli investitori questa via d’uscita non è sufficiente.

Nell’atto di denuncia depositato presso la Corte distrettuale di New York, i querelanti sostengono che i problemi che si sono verificati il 18 maggio al debutto di Facebook sul Nasdaq erano “prevedibili” e che “nei mesi precedent l’Ipo il Nasdaq aveva già avuto problem con il software di scambio titoli e con i sistemi coinvolti nel data entry e nella cancellazione degli ordini”.

La denuncia non quantifica la richiesta di danni, ma chiede a chiare lettere la restituzione delle somme perse, con gli interessi. Gli avvocati dei querelanti sostengono che i loro assistiti “hanno perso centinaia di milioni di dollari non certo per colpa loro”.

L’azione legale segue di qualche giorno altre denunce singole, secondo cui Facebook nei documenti pre-Ipo il social network non avrebbe informato chiaramente i sottoscrittori il cambio di outlook da parte degli analisti e delle banche che hanno sottoscritto i titoli. Fra queste, Morgan Stanley e Goldman Sachs Group, che hanno tagliato le stime di ricavi di Facebook a metà del roadshow, una modifica che è stat comunicata soltanto a pochi clientI.

Il titolo di Facebook ha ceduto il 28% dal giorno dell’Ipo e ieri ha chiuso in rialzo dell’1,5% a 27,40 dollari, ben lontano dai 38 dollari fissati per il collocamento in borsa.
 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 14 Giugno 2012

TAG: facebook, nasdaq, ritardo, ipo, class action

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