Internet mette il "turbo" all'occupazione

LONDON SCHOOL OF ECONOMICS

Secondo un'analisi di Marco Simoni della London School of Economics un aumento del 10% della diffusione della Rete comporta una crescita dello 0,44% di nuovi posti di lavoro e dell'1,47% se si considera solo l'occupazione giovanile. "Bisogna sviluppare prodotti e servizi che facciano da traino al settore"

di Giampiero Rossi

L’aumento della diffusione di Internet del 10% comporta un aumento dell’occupazione complessiva di 0,44 punti percentuali e un aumento dell’occupazione giovanile di 1,47 punti percentuali. È quanto emerge dal rapporto “Crescita digitale: Come Internet crea lavoro, come potrebbe crearne di più” a cura di Marco Simoni della London School of Economics e realizzato in collaborazione con Italia Futura e Google. Dall’analisi, illustrata alla presenza di Luca di Montezemolo e del sottosegretario Paolo Peluffo, emerge che la diffusione di Internet ha un impatto positivo “puro” sull’occupazione, soprattutto su quella giovanile, indipendentemente da altre concause, come la crescita economica, il livello di tassazione sul lavoro, il cambiamento della competitività internazionale.

Gli effetti occupazionali di Internet si amplificano se, nel contempo, cresce il capitale umano del Paese: crescono cioè i livelli di formazione volti alla creazione di una cultura digitale e allo stesso tempo vengono implementate politiche per far crescere l'ecosistema digitale nel suo complesso.

La creazione di nuova occupazione e di crescita economica dipendono anche dallo sviluppo di un’industria dedicata a sviluppare servizi e prodotti legati ad Internet, che possono fungere da traino e accompagnare i settori più tradizionali nell’economia digitale.

A svolgere un ruolo fondamentale nel promuovere l’impatto positivo di Internet, oltre al capitale umano, sono, in particolare, una struttura dei finanziamenti che sia vicina alle necessità d’impresa e il bisogno di regimi regolamentari semplici.

L’impatto di Internet sull’economia da un lato, migliora la produttività delle aziende che si dotano di strumenti web, con guadagni stimati tra il 5% e il 10%; dall’altro fa nascere nuove opportunità anche nella old economy.

Nel nostro Paese, il web si rivela inoltre un utile strumento anche per le Pmi che può portare i distretti ad avere un nuovo ruolo nella crescita dell’economia locale e nella sua esposizione internazionale. Tramite la digitalizzazione, si possono, infatti, economie di scala che consentono di superare gli svantaggi della dimensione ridotta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 15 Giugno 2012

TAG: internet, occupazione, london school of economics, marco simoni, google, italia futura, paolo peluffo, luca cordero di montezemolo

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