Abu Dhabi 'scommette' 10 mld di dollari sui chip

INVESTIMENTI

L'emirato arabo ha fondato una società in partnership con Amd e ha strappato a Singapore la Chartered Semiconductor

di Matteo Buffolo
Che il futuro stia nell’high tech, non lo mette in dubbio nessuno. Per questo l’emirato di Abu Dhabi ha deciso di scommettere 10 miliardi di dollari sui chip, prima fondando una sua compagnia, in partnership con Amd, e poi strappando a Singapore la Chartered Semiconductor. Uno shopping che ha messo in subbuglio il mondo dei chip dove molti, secondo quanto riporta il New York Times, si chiedono se la Advanced Technology Investment Company (Atic), ovvero il braccio armato dello sceicco, abbia un piano preciso o se si stia preparando per uno dei buchi nell’acqua più grandi della storia dell’It.

L’idea che sembra stare dietro il piano di Abu Dhabi è quella di presentare un chip-maker globale, in grado di produrre sia i processori più nuovi che quelli un po’ più vecchi: infatti, prima ha fondato assieme ad Amd, che rappresenta il secondo manifatturiero di chip mondiale, la GlobalFoundries, una fabbrica dove poter creare i processori di Amd e di altre aziende; poi, la settimana scorsa, con l’acquisto fatto a Singapore, si è portata in casa un marchio che, pur essendo ancora in competizione globale, è rimasto indietro rispetto ai rivali per quanto riguarda la possibilità di produrre i chip più avanzati. Insomma, quella della Chartered Semiconductor sembra un’acquisizione fatta per completare il portafogli prodotti e trovare più clienti.

“Il grande rischio sta nel prossimo passaggio tecnologico – spiega Risto Puhakka, presidente della Vlsi Research, che analizza il mercato dei chip – Se GlobalFoundries riesce a piazzarsi in prima linea al momento del passaggio di tecnologia e a trovare clienti oltre ad Amd per riempire le sue linee di produzione, la scommessa di Abu Dhabi è vinta.  Altrimenti, sarà come avere un masso legato attorno al collo”.

11 Settembre 2009