Paolo Di Domenico (Vodafone): "Tlc-Ott, rischi amplificati per le reti mobili"

LA GOVERNANCE DI INTERNET

Il manager mette a fuoco il tema differenziazione: "La qualità del servizio è in pericolo se le telco non riescono a sostenere il network"

di Alessandro Longo

Per uscire dalla posizione di scacco in cui le telco si sentono intrappolate, in rapporto con gli Ott, non c’è solo la via discussa in ambito Itu. “Un’altra possibilità è consentire agli operatori di far pagare gli utenti in modo diverso in base alla qualità offerta per specifici servizi Internet”, dice Paolo Di Domenico, Head of Customer Affairs Management di Vodafone Italia. Certo è che “la situazione rischia di diventare insostenibile. Deve essere superata tenendo in considerazione le esigenze di soggetti come le telco che sulle infrastrutture continuano a investire”.
E come risolvere?
Ci sono diverse possibilità. La prima è proprio quella che si discute in ambito Itu, ovvero cambiare le regole di interconnessione tra Ott e operatori. Ma ci sono anche altre soluzioni: ad esempio consentire agli operatori di offrire al cliente un servizio differenziato a seconda della qualità fornita e dei servizi inclusi nei differenti pacchetti di offerta. Da questo punto di vista abbiamo una posizione completamente liberale: sarà il cliente a scegliere tra un livello qualitativo best effort o un servizio di qualità superiore.
Sul mobile avete già provato a fare differenziazioni: sulla velocità, sul traffico incluso; alcune offerte base, come quelle di altri operatori mobili, inoltre non comprendono il Voip…
Sì, tuttavia sul mercato non si ci sono ancora offerte che differenziano la qualità di servizi specifici, dei video ad esempio. Nemmeno sul mobile.
Perché non lo fate? Almeno sul mobile non avete particolari obblighi…
Dipende dalle strategie commerciali dell’azienda. Dal mio punto di vista, ciò che importa è che sia garantito il principio di poterlo fare. Si tratta di una posizione regolatoria basata su un principio di ragionevolezza; occorre garantire la corretta remunerazione degli investimenti di rete e la libertà di scelta dei clienti. Il tema della differenziazione è importante. Altrimenti c’è il rischio che degradi la qualità del servizio, se gli operatori non riescono a sostenere gli investimenti.
Vale sia sul fisso sia sul mobile?
Esatto, l’unica differenza è che in ambito mobile questa esigenza potrebbe risultare ancora più amplificata dalle caratteristiche tecniche proprie della rete di accesso mobile. Sul fisso il tema è al momento meno urgente, anche se la costante crescita del traffico dati lo renderà attuale. Soprattutto se non si svilupperanno presto le reti in fibra di nuova generazione in grado di sostenere l’incremento di traffico.
Come operatore europeo vedete differenze tra Italia e altri paesi?
Non esistono grandi differenze tra l’Italia e gli altri paesi europei. Come gruppo, osserviamo situazioni simili nei diversi paesi e abbiamo una posizione condivisa.
Quanto ad accordi con gli Ott stiamo facendo passi avanti? Ne discutete?
Ovviamente, vista la rilevanza del tema, se ne discute. Tuttavia, al momento, non ci sono accordi; si sta ancora parlando dei principi generali.
Nonostante l’assenza di accordi, continuerete a investire, però, sul mobile, per l’arrivo del 4G…  
Vodafone Italia è in prima linea per quanto riguarda gli investimenti sul 4G. Ovviamente, per sostenerli sarà necessario sviluppare il giusto modello e poterli adeguatamente remunerare.
Quali effetti si avrebbero sul mercato, se ci fossero accordi con gli Ott?
Nulla esclude che se i servizi a qualità garantita avessero grande successo di pubblico, potremmo avere un incremento generale della qualità a prezzi più bassi. Una situazione tutt’altro che nuova per il settore delle Tlc, specialmente mobili.
E sul fisso? Al momento avete piani di investimento sulla fibra ottica?
Siamo molto interessati allo sviluppo della fibra ottica in Italia e abbiamo tutta l’intenzione di partecipare al suo sviluppo. In questo caso, è molto importante che il modello regolatorio che verrà adottato sia tale da garantire la realizzazione di una infrastruttura aperta, in grado di garantire l’accesso degli operatori e la concorrenza. Inoltre, dal punto di vista delle regole di utilizzo e delle dinamiche che si instaureranno tra Ott e telco, la condizione base rimane la stessa: a fronte di un investimento è necessario trovare un modello che consenta una corrispondente remunerazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 18 Luglio 2012

TAG: paolo di domenico, vodafone italia, reti mobili, telco, over the top, quality of service

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