Huawei: "Nessuna fornitura al governo iraniano"

LA REAZIONE

L'azienda cinese smentisce il suo coinvolgimento nella realizzazione di una rete Internet nazionale progettata da Teheran

di P.A.

Huawei smentisce il suo coinvolgimento nella creazione di una rete Internet nazionale in Iran. Il nome del produttore cinese è stato accostato dal Washington Post al progetto di una rete Internet controllata portato avanti da Teheran, secondo cui le autorità iraniane stanno da tempo lavorando ad una rete internet in-house, per difendere il programma nucleare dal rischio cybercrime.

“Huawei – si legge in una nota dell’azienda - ha cessato da diversi mesi la ricerca di nuovi clienti in Iran e ha ridimensionato la sua presenza limitando la propria attività alla manutenzione delle infrastrutture dei clienti già acquisiti. Huawei non ha fornito alcuna apparecchiatura al Governo iraniano né ha supportato in alcun modo il cosiddetto “sofisticato controllo del traffico online”.

"L’attività di Huawei in Iran - chiude la nota - è svolta nella completa osservanza delle leggi e dei regolamenti in vigore tra cui quelli delle Nazioni Unite, degli Stati Uniti e dell’Unione Europea".   

La nuova rete, secondo il Washington Post, non rimpiazzerà totalmente quella vecchia. Per gli iraniani, tuttavia, essa potrebbe risultare una buona alternativa ad essa, alla quale spesso si accede solo tramite connessione remota. La velocità di internet in Iran viene spesso ridotta per rendere certe attivita', come vedere filmati in streaming, impossibili. Molti siti, come Facebook e Youtube, vengono bloccati dal governo. Se la nuova rete divenisse del tutto operativa, le autorita' avrebbero la possibilita' di controllare meglio il traffico in internet, negando l'accesso nei periodi di particolare tensione tra societa' civile e governo.

"La ragione principale per cui si lavora a questo progetto è la sicurezza - dice Moussavi Khoeini, un ex riformista iraniano e membro del parlamento ora in esilio - Il governo può anche dire che lo fa per velocizzare internet, ma la ragione è la sicurezza".

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 21 Settembre 2012

TAG: iran, teheran, cybercrime, huawei, washington post, David Bauer, Moussavi Khoeini

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