Google-Apple, intesa impossibile su Google Voice

IPHONE

La casa di Cupertino si rifiuta ancora di installare l'applicazione sul suo device. E Google si appella alla Fcc

di Matteo Buffolo
Prima alleati, ora nemici. Magari non proprio giurati, ma con rapporti sempre più freddi. Sono due fra le aziende simbolo dell’high tech, Google e Apple. E hanno sempre collaborato, nel nome dell’innovazione: ma ora, su Google Voice, trovare un accordo si sta dimostrando impossibile. Al punto che la firm di Mountain View si è rivolta direttamente alla Fcc, la Federal comunication commission. In ballo c’è la possibilità di installare l’applicazione dedicata alla voce realizzata da Google sull’iPhone. Ed è chiaro che tutti o quasi i possessori dello smartphone targato Steve Jobs vorrebbero quantomeno provare un software che garantisce telefonate gratis o quasi. Apple non si è mai espressa chiaramente, prima dicendo che G-Voice non era stata respinta dal suo Appstore, poi sostenendo che l’applicazione replica funzioni già disponibili. Google prima ha insistito con la casa di Cupertino, poi ha risposto per le rime rivolgendosi all’autorità.

La vicenda va avanti dall’inizio dell’estate e sul palco c’è anche un altro protagonista: l’operatore telefonico AT&T, che ha un accordo con la Apple per la distribuzione del telefono touch screen in bundle ad alcuni suoi piani telefonici, e che stranamente si è subito sbrigato a negare di essere parte in causa nella decisione. In realtà, stando alle indiscrezioni, c’è una clausola nell’accordo fra l’operatore telefonico e la casa della Mela, che obbliga Apple a non includere funzioni che mettano in condizione i clienti di usare la rete cellulare per poi passare su Voip senza il suo permesso. Un permesso che non è nei piani e nella convenienza di AT&T concedere. Anche perché Google Voice eroderebbe i margini della voce più redditizia per gli operatori, ovvero quella del traffico voce ed sms.

Per questo Google si è rivolta alla Fcc, spiegando punto per punto la sua posizione, e ricevendo una risposta da Apple, che ovviamente non “concorda con nessuna delle affermazione di Google”. E così, se sui cellulari basati su Android G-voice gioca in casa ed è popolarissima, sarà dura vederla sbarcare sull’iPhone. E se la situazione è così intricata negli States, dove una chiamata fisso-mobile costa quanto una fra due telefoni fissi se i due apparecchi sono sotto lo stesso prefisso, probabilmente in Italia, dove le tariffe sono differenziate, la resistenza degli operatori sarebbe ancora maggiore.

21 Settembre 2009