Horizon 2020 Italy, Profumo lancia consultazione pubblica

RICERCA

Sul sito del Miur via alla raccolta di proposte per contribuire all'elaborazione del piano italiano per la Ricerca. Il ministro: "Un passo importante per il sistema dell'innovazione"

di F.Me.

Raccogliere idee e proposte per contribuire all'elaborazione di Horizon 2020 Italy, il documento strategico per la ricerca italiana. E' questo l'obiettivo della consultazione lanciata dal ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo.

Il questionario, articolato in 36 domande, è rivolto a tutti coloro che hanno a cuore i sistemi della ricerca e dell’innovazione nel nostro Paese: in primo luogo a ricercatori e ricercatrici di università, enti pubblici di ricerca, aziende pubbliche e private, ma anche alle istituzioni che fanno ricerca, a tutte le istituzioni che la finanziano e a tutti i cittadini che comprendono l’importanza della ricerca per la competitività del sistema Italia. Anche l’Europa, nel suo complesso, percepisce il rischio di perdere punti nella competitività su scala globale nei confronti di concorrenti tradizionali ed emergenti e, per fronteggiare questo rischio, ha innovato radicalmente il sistema dei Programmi Quadro della Ricerca lanciando, per il periodo 2014-2020, il Programma “Horizon 2020”, nel quale unifica iniziative in precedenza frammentate ed identifica macro-priorità e grandi temi sui quali dirigere e concentrare gli investimenti. Nel quadro di un’Europa che avverte la necessità di rispondere con maggiore efficacia alle sfide del mercato globale, il nostro Paese ed il suo sistema della ricerca – che ha un impatto determinante sulla capacità innovativa del sistema produttivo – si presentano con punti di forza da sostenere ed elementi di debolezza da correggere.

"L’Italia, come è noto, contribuisce alla ricerca comunitaria con una quota pari circa al 14% del totale (quota calcolata sulla base del PIL del Paese e della sua dimensione), mentre i finanziamenti comunitari che affluiscono al sistema italiano della ricerca rappresentano circa l’8,5% del totale - spiegano dal Miur - Queste percentuali, tradotte in euro, significano una mancata entrata di 470 milioni annui, un impatto divenuto ormai incompatibile con la sostenibilità del sistema e, soprattutto, con la sua competitività in prospettiva. Questo dato inoltre contribuisce a dare un’immagine distorta di chi opera nella ricerca: quasi che i ricercatori e le ricercatrici del nostro Paese fossero meno capaci di quelli degli altri Paesi dell’Ue".

Un’interpretazione smentita, però,  da due elementi. "Lo stesso, identico disequilibrio fra contributo italiano al bilancio dell’Ue (14%) e “rientro” di finanziamenti comunitari per il settore (8,5%) si verifica per un ambito completamente diverso da quello della ricerca, quello cioè della Politica Agricola Comunitaria - prosegue la nota del Miur - Giovani ricercatrici e ricercatori italiani hanno, nel bando europeo più competitivo, quello dell’European Research Council, tassi di successo spettacolari, sono primi in relazione al numero di chi opera nella ricerca nel Paese, ma una buona metà di essi lavora per istituzioni di ricerca non italiane".

Questo significa che l’Italia, convintamente e storicamente “europeista”, è però, nell’organizzazione e nel funzionamento dei suoi sistemi, un Paese poco europeo. Una realtà che limita la nostra competitività complessiva nelle politiche comunitarie, da quelle della ricerca a quelle industriali a quelle agricole.

Da qui nasce la necessità di introdurre “più Europa” nel Sistema Italiano della Ricerca e dell’Innovazione, di sintonizzare e sincronizzare la nostra programmazione, i nostri meccanismi ed i nostri strumenti con quelli europei. Da qui l’utilità di disegnare un quadro di riferimento per la ricerca, e per chi nella ricerca opera, che abbia lo stesso orizzonte temporale di quello europeo: una strategia complessiva che prende il nome di “Horizon 2020 Italy”. Con la consultazione di oggi, viene chiesto a chi risponderà di contribuire a delineare questa strategia.

"L’evento di oggi costituisce quindi un momento importante per il nostro sistema della ricerca e dell’innovazione  - spiega Profumo - Per la prima volta si intende adottare un quadro strategico per la ricerca complessivo e di lungo respiro per rafforzare la competitività del Paese, anche e soprattutto in vista di direttrici chiave quali quelle promosse dal framework europeo “Horizon 2020”. “Horizon 2020 Italy” è il primo tentativo di fornire alle istituzioni e alle persone che fanno o finanziano ricerca e innovazione nelle università, nell’industria e nelle amministrazioni pubbliche un quadro strategico di riferimento per gli anni da qui al 2020".

Per la prima volta, inoltre, la formazione delle priorità di questo quadro strategico non avviene in un ambito ristretto e centralizzato, ma inizia da un processo condiviso con tutti i portatori d’interesse, attraverso una consultazione pubblica. Questa consultazione, organizzata in due spazi distinti ma complementari, si propone di raccogliere elementi utili per comprendere la visione degli addetti ai lavori e dell’opinione pubblica.

I risultati della consultazione e il dibattito generato nell’area di discussione pubblica saranno analizzati nei 15 giorni successivi alla chiusura della consultazione e considerati ai fini della redazione dei documenti ufficiali, successivamente pubblicati. Entro la fine del 2012, infatti, sarà redatto e pubblicato il documento di visione per una strategia “Horizon 2020 Italy”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 11 Ottobre 2012

TAG: horizon 2020 italy, francesco profumo, ricerca

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