Supply chain: tagliare i costi non basta

L'ANALISI

Alle imprese non è più sufficiente ottimizzare i processi interni: serve una pianificazione integrata

di Elisabetta Bevilacqua
La crisi è finita, si dice, ma le aziende italiane sono ancora alla ricerca di una boccata di ossigeno per ritornare a galla. Oggi non basta più ottimizzare i processi interni e tagliare i costi e la stessa integrazione verso i partner per migliorare la supply chain deve trovare strade nuove.
“I sistemi informativi adottati dalla maggioranza delle aziende italiane hanno portato indubbi benefici in termini di puntualità, riduzione scorte, qualità del prodotto, valore delle merci a magazzino in risposta al cliente. Ma all’integrazione interna non sempre è corrisposta una adeguata integrazione esterna”, è la diagnosi di Andrea Payaro, consigliere Ailog - Associazione Italiana di Logistica e di Supply Chain Management.
La crisi ha però cambiato le carte in tavola, secondo Andrea Sanisi, professore Ordinario di Supply Chain Management del Politecnico di Milano e del Mip. “Le aziende italiane, a partire dal 2000, per rispondere alla competizione, hanno seguito due differenti strategie di sviluppo della supply chain - ricorda -. La prima ha puntato alla riduzione dei costi di produzione attraverso la delocalizazione produttiva, che richiede soluzioni di coordinamento delle unità produttive remote; la seconda si è basata soprattutto sull’efficienza interna, attraverso l’adozione della lean production.

Entrambe le strategie hanno ottenuto successi in diversi settori, ma oggi nessuna delle due basta più”. A fronte di una situazione di sovracapacità installata (caso esemplare quello dell’automotive) l’ottimizzazione dei costi non rappresenta infatti più una soluzione. Il tema centrale diventa dunque, secondo Sanisi, la pianificazione delle filiere e il focus va spostato sull’incremento di visibilità delle informazioni e la loro condivisione fra clienti, fornitori, fornitori di fornitori, all’interno di catene logistiche sempre più lunghe...

Full story nel numero 16 del Corriere delle Comunicazioni in uscita il 28 settembre

22 Settembre 2009