Start up, Roma "hub" del Mediterraneo

L'INZIATIVA

L'associazione Roma Start Up punta ad attrarre impresa e ricerca. Obiettivo: far nascere in dieci anni 10mila imprese nel digitale, green e urban living

di Gianmarco Carnovale, presidente di Roma Startup

Quella parte del mondo dell’innovazione catalizzato dallo start up d’impresa sta cambiando velocemente: da che era concentrato in quell’insieme di cittadine a sud di San Francisco note come la Silicon Valley, ora si sta spostando verso un più equilibrato sistema di hub internazionali.  Nel caso dell’accelerazione d’impresa, gli Startup Hub sono luoghi in cui si concentrano abilitatori, incubatori e risorse, in cui i mezzi a disposizione si moltiplicano, e dove si pervade culturalmente il territorio per confrontare e modellare idee innovative intorno a cui sviluppare imprese.
Trovarsi in uno di questi luoghi significa essere in rete con altri hub come Israele, Berlino, Londra, Boston, New York, Singapore, tutti connessi con la Silicon Valley che della rete mondiale degli hub dell’innovazione è lo snodo maggiore, e così entrare in un sistema omogeneo, con condizioni parimenti favorevoli per trovare finanziatori e sinergie per far crescere un’impresa a velocità eccezionale.


Nello scenario italiano l’accelerazione di start up sta finalmente vivendo la sua stagione d’oro, e addensamenti significativi si stanno sviluppando intorno a Torino, forte del suo Politecnico; in Trentino, dove lo statuto speciale ha consentito di dedicare risorse ingenti all’innovazione; e infine a Roma, unico luogo in cui si è spontaneamente ritrovata ad agire nello stesso settore una molteplicità di soggetti privati. E proprio l’origine privata dell’iniziativa Roma Startup - prima aggregazione di accelerazione territoriale in Italia - testimonia la maggior potenzialità di quest’ultima, rispetto a territori dove le istituzioni da più tempo premono sull’innovazione: la particolarità romana sta tutta nel fatto che diversi soggetti, nello stesso momento, si siano accorti della fertilità del Comune che più contribuisce al Pil e che ospita 300mila studenti universitari in 16 università, in uno scenario più ampio che ospita laboratori, ricercatori, migliaia di imprese che investono in R&S più della media nazionale; tutti collocati in una città in cui è piacevole vivere, soprattutto per i giovani, ed eccezionalmente collegata con il resto d’Italia e con il Mediterraneo, oltre che a tutti gli altri Startup Hub mondiali.


Roma come Startup Hub italiano e mediterraneo, è stato dunque l’oggetto della proposta che l’associazione Roma Startup ha lanciato alle forze economiche e alle istituzioni cittadine. Una proposta da concretizzarsi nella costituzione di un quartiere dedicato - una cittadella dell’innovazione - dando nuova destinazione ad una delle diverse aree ex industriali o militari dismesse che si trovano intorno al centro storico. In questo quartiere dovrebbero concentrarsi incubatori, scuole d’impresa e di nuove professioni, laboratori universitari, centri di coworking, sedi di fondi di venture capital, e spazi per le sedi delle nuove imprese. L’obbiettivo è costruire le condizioni per attirare tanti potenziali imprenditori con idee innovative o ricercatori con brevetti da far nascere, in dieci anni, 10mila startup nei diversi campi più toccati dall’innovazione: digitale, green, biotech, urban living, sociale.

La risposta degli interlocutori è stata immediatamente positiva: sindaco e presidente della Provincia, Camera di Commercio, università ed una moltitudine di soggetti privati si sono resi conto che Roma può essere molto di più della sede della politica. La concentrazione dell’Hub a Roma darà grandi ritorni parimenti al resto del paese, con le numerose e valide università sparse sul territorio che potranno favorire un sistema diffuso di centri satellite dove fare ricerca, guardando a Roma come luogo dove collocare le teste delle imprese. Sarà sufficiente collaborare tutti, cavalcando l’onda crescente delle start up innovative ulteriormente accelerata dal Decreto Sviluppo 2.0. Stavolta cerchiamo di non farcela scivolare sotto.  
 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 17 Ottobre 2012

TAG: roma start up, gianmarco carnovale, crscita 2.0, agenda digitale

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