Ocean Project, broadband più veloce di 2mila volte

UK

In cantiere alla Bangor University del Galles un sistema per bypassare i fenomeni di dispersione della fibra ottica. Roger Giddings del team di ricerca: “Siamo già in grado di inviare 20 Gb di dati al secondo". Il lancio commerciale previsto fra tre anni

di L.M.

Un gruppo di scienziati della Bangor University del Galles settentrionale (Gran Bretagna) sta sviluppando una tecnologia che permette di aumentare fino a 2.000 volte la velocità dei servizi broadband senza un conseguente, eccessivo aumento di prezzo per gli utenti finali.

Gli studiosi hanno detto alla Bbc di essere già in grado di inviare 20 gigabits di dati al secondo attraverso un cavo di fibra ottica, un velocità che in pratica consente di scaricare un intero film in HD in soli 10 secondi. L’Ocean Project – questo il suo nome – è destinato a durare tre anni, al termine dei quali il servizio sarà commerciabile.

Come hanno spiegato gli scienziati, attualmente le reti in fibra ottica prendono i dati digitali e li trasformano in impulsi di luce ma, via via che la lunghezza di un cavo in fibra ottica aumenta, e crescono anche i dati immessi, possono verificarsi degli errori. L’effetto è conosciuto come dispersione. Al momento si cerca di risolvere il problema con l’adozione di varie strategie: per esempio aumentando il numero dei filamenti della fibra ottica nei cavi o accrescendo il numero dei laser che codificano e decodificano i dati digitali o ricorrendo a tecnologie di amplificazione del segnale. “Il problema è che tutto questo costa molto denaro” è il commento di Roger Giddings, uno degli studiosi che lavorano al progetto.

Per risolvere la questione, gli scienziati hanno scelto un approccio diverso dagli altri. Hanno deciso di modificare la tecnologia Optical Orthogonal Frequency Division Multiplexing (OOFDM), già usata nelle reti wireless e nel digital broadcasting. Gli esperti di Bangor prendono i dati digitali, li convertono in una serie di onde elettriche fisiche e poi in un segnale ottico che un laser può “pompare” dentro un cavo. La vera svolta è che la squadra è riuscita a definire un kit elettronico che può codificare e decodificare questi segnali ottici “al volo”.

“Ci sono meno di 10 gruppi al mondo che stanno lavorando al problema – ha aggiunto Giddings – ma solo noi siamo arrivati a questo sistema end-to-end”.

In Kansas si stanno offrendo connessioni a 1 Gbps, parte di un progetto pilota di Google. In Gran Bretagna la velocità migliore è 1,5 Gbps testata da Virgin Media nella East London. Ma, di fatto, nel Regno Unito la velocità media attualmente accessibile è 33,4 Mbps, ovvero lo 0,17% della connessione a 20 gigabits promessa dall’Ocean Project.

All’iniziativa dell’Università gallese collaborano importanti istituzioni come Fujitsu Semiconductors Europe, Fraunhofer Heinrich Hertz Institute, Finisar Israel e VPIsystems.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 07 Novembre 2012

TAG: Ocean Project, Bangor University, Roger Giddings, OOFDM, Google, Fujitsu Semiconductors Europe, Fraunhofer Heinrich Hertz Institute, Finisar Israel, VPIsystems

SCARICA L'APP PER IL TUO
SMARTPHONE O TABLET
App Store App Store