Amazon sotto accusa per "incetta" di domini

ICANN

Brasile, Perù e Australia inviano 28 segnalazioni al Gac, il comitato dell’Icann. Sotto accusa l'utilizzo di .app, .mobile, .music e .shop

di L.M.

Amazon è al centro di contestazioni per i tentativi di assicurarsi in esclusiva i diritti ad alcuni nuovi domini Internet annunciati l’anno scorso dall'ente internazionale Icann (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), tra cui per esempio .app, .mobile, .music e .shop.

Finora sono state presentate contro il gruppo di commercio elettronico statunitense 28 proteste formali da parte di tre diversi Paesi. Le “denunce” sono state depositate  presso il Government Advisory Committe (Gac), organismo composto da rappresentanti di 50 nazioni che ha il compito di emanare raccomandazioni non vincolanti nei confronti dell’Icann. Di questi “reclami” ben 26 sono stati inoltrati  dalla sola Australia, secondo la quale il predominio di indirizzi così generici da parte di Amazon “potrebbe minacciare le leggi sulla competizione, dato che l’azienda ricerca un accesso esclusivo a un settore di mercato molto ampio”.  

Un’altra protesta contro la company americana è stata presentata da Brasile e Perù a proposito della sua richiesta all’Icann di aggiudicarsi l’indirizzo .amazon. Secondo i rappresentanti dei due Paesi latino-americani concedere diritti specifici ad Amazon nella gestione di questo suffisso “potrebbe minacciare l’uso dello stesso dominio per scopi di pubblico interesse relativi a protezione, promozione e consapevolezza delle questioni legate al bioma amazzonico, ovvero l’insieme di animali, vegetali e microrganismi dell’ Amazzonia”. Potrebbe inoltre “ostacolare la possibilità di usare il dominio per mettere insieme pagine web relative alle popolazioni residenti nell’area  geografica”.

Qualcosa di simile sta avvenendo in Svizzera. Il governo di Berna sta protestando contro il tentativo di SwissAir di acquistare l’indirizzo .swiss, sostenendo che questo suffisso “dovrebbe essere utilizzato a beneficio dell’intera comunità della Svizzera”.

Sono 1930 i Top-level domain names (Tld) che invece di .com o .it hanno suffissi come .book, .app, .law ma anche .facebook, .africa, .banca e nomi di imprese private (per esempio .apple). La decisione di emanare i nuovi domini è stata presa dall’Icann nel giugno 2011. Al momento esistono solo 22 Tld (come .com, .info, .org), più circa 250 domini con nomi di paesi (come .it,  o .uk).

©RIPRODUZIONE RISERVATA 22 Novembre 2012

TAG: Amazon, Icann, Internet Corporation for Assigned Names and Numbers, Government Advisory Committee, Top-level domain names, Tld

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