T-Systems Italia, il caso approda in Parlamento

LA CESSIONE

In un'interrogazione Giovanni Sanga (Pd) chiede a Mise e ministero del Lavoro quali "misure urgenti intendono adottare per verificare le motivazioni che spingono Deutsche Telekom ad abbandonare il nostro paese". Previsti esuberi per 130 dipendenti e 22 dirigenti

di Paolo Anastasio

La vendita di T-Systems Italia da parte di Deutsche Telekom finisce in Parlamento. Il deputato del Pd Giovanni Sanga ha depositato alla Camera un’interrogazione destinata al Mise e al ministero del Lavoro per sapere "quali urgenti iniziative intendano adottare allo scopo di verificare le motivazioni che spingono Deutsche Telekom ad abbandonare gli investimenti in Italia, in un settore quale quello dell'Ict che con le recenti misure intraprese dal Governo (quali gli stanziamenti per la cosiddetta “Agenda digitale”) potrebbe vedere un significativo rilancio", si legge nell’interrogazione di Sanga depositata il 21 novembre alla Camera.

Il deputato del Pd chiede al Mise e al ministero del Lavoro "quali misure ritengano di mettere in campo per evitare gli esuberi, che andrebbero ad interessare inizialmente 130 dipendenti e 22 dirigenti su 430 addetti totali".

"Il gruppo tedesco Deutsche Telekom ha deciso la vendita della controllata T-Systems Italia; nell'ambito delle trattative con Engineering, acquirente interessato, è stato dichiarato l'esubero di 130 dipendenti e di 22 dirigenti aziendali, su un totale di 430 dipendenti – si legge nel documento - già nel novembre 2011, i sindacati Fiba Cisl, Fabi, Fisac e Uilca avevano siglato un accordo che prevedeva l'esodo incentivato per 71 persone in esubero, al fine di garantire il mantenimento dei livelli occupazionali per 3 anni”.  

"Nel quadro del “Progetto Italia”, Deutsche Telekom si era impegnata al rilancio dell'attività nel nostro Paese, dopo una serie di tagli, sia in termini di riduzione di personale che degli emolumenti ai dipendenti rimasti – continua Sanga - nell'arco di un anno, l'azienda non ha dato corso al piano di rilancio, nessun investimento è stato fatto, anzi si è arrivati alle dichiarazioni di esubero". "La T-Systems Italia non si è presentata all'incontro del 16 novembre 2012 presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, al fine di esperire il tentativo di conciliazione".

Secondo fonti sindacali, lo sciopero proclamato il 22 novembre scorso dai dipendenti T-Systems ha registrato un’adesione superiore al 90%. Lo scorso 16 novembre i sindacati Fiba Cisl, Fabi, Fisac/Cgil e Uilca hanno interrotto  il tavolo di trattative con T-Systems Italia, a causa delle condizioni poste dall’azienda, nell’ambito del take over da parte di Engineering. “L’azienda ci ha detto che sono previsti 130 esuberi e le condizioni che hanno fissato per il personale che resta sono troppo rigide, per questo abbiamo deciso di non continuare la trattativa”, ha detto al Corriere delle Comunicazioni Pier Paolo Marino, coordinatore nazionale della Fiba Cisl.

Intanto, prosegue l’iter verso l’acquisizione. La chiusura del pre-accordo commerciale fra Engineering e Deutsche Telekom per il passaggio di mano è previsto a metà dicembre. Nei piani, il nuovo assetto aziendale sarà varato a partire dal primo gennaio.

L’italiana Engineering ha battuto la concorrenza di altri due pretendenti, che a settembre avevano manifestato interesse per il dossier: si tratta del fondo tedesco Aurelius Group (in tandem con l’azienda Getronics) e del fondo americano Gores Investment Group.

A luglio, Deutsche Telekom aveva smentito al nostro giornale le voci di una possibile cessione di T-Systems Italia.


 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 26 Novembre 2012

TAG: t-systems italia, deutsche telekom, Giovanni Sanga, pd, engineering, Fiba Cisl, Fabi, Fisac, Uilca, Pier Paolo Marino, Aurelius Group, Gores Investment Group, Getronics

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