Siae, patto con Rdio per il “made in Italy”

STREAMING

L'accordo con la streaming radio di Janus Friis punta a tutelare il repertorio musicale italiano nei Paesi europei dove è attivo il servizio

di L.M.

Garantire la tutela del repertorio musicale italiano all’estero: con questo obiettivo la Società Italiana degli Autori ed Editori (Siae), che rappresenta oltre 100.000 fra autori, compositori ed editori, ha annunciato un accordo di licenza con Rdio, Internet radio con sede a San Francisco (Usa) lanciata dal co-fondatore di Skype, Janus Friis..

L’intesa ha un ambito pan-europeo e garantisce la tutela diretta del repertorio italiano da parte della Siae in tutti i Paesi europei dove il servizio è già attivo dal 2012: Germania, Gran Bretagna, Spagna e Portogallo.

Nata negli Usa, concorrente di Spotify e Rhapsody International e non ancora disponibile in Italia, Rdio offre al pubblico un catalogo di oltre 18 milioni di brani delle etichette discografiche major e indipendenti per mezzo di un web browser o in mobilità. Gli abbonati possono accedere alla loro musica anche offline. Il servizio in streaming prevede due tipi di abbonamento mensile, con un prezzo al pubblico di 4,99 euro per l’accesso via web e 9,99 euro per l’accesso illimitato da qualsiasi device. Gli utenti possono usufruire gratuitamente del servizio per un breve periodo attraverso il sito www.rdio.com.

“Questo accordo di licenza mette in luce l’impegno crescente e convinto della Siae a sostegno dei servizi musicali legali” ha commentato Manlio Mallia, vice direttore generale della Società. “Noi intendiamo assicurare in ogni modo possibile lo sviluppo del mercato digitale italiano, che è in crescita lenta ma stabile, come mostrano gli incassi della Siae per la multimedialità nel 2012. Siamo fiduciosi che questa tendenza potrà essere confermata e rafforzata nel corso di quest’anno e ci aspettiamo che Rdio dia un contributo alla crescita”.

“È un’intesa che rafforza la nostra aspirazione ad essere il miglior streaming music provider in Europa” ha dichiarato Scott Bagby, vicepresidente Strategic & International Partnerships di Rdio. “Siamo entusiasti di portare il nostro servizio in nuovi territori, in Italia in particolare, e di partecipare alla crescita del mercato musicale digitale, offrendo ai fan la possibilità di scoprire la musica italiana e conoscere le novità dei loro artisti preferiti”.

Lo scorso ottobre la streaming radio di Friis è stata protagonista di una singolare iniziativa, l’Artist Program, in base al quale gli artisti vengono pagati 10 dollari per ogni loro fan sui social network. Rivolto più che altro ai musicisti indipendenti,  prevede che gli artisti possano usare i social media per condividere i loro brani. Grazie alle statistiche elaborate da Rdio e agli strumenti di tracciamento di cui la società dispone, si può ricostruire quali e quanti fan di un’artista si sono convinti ad abbonarsi a Rdio per più di un mese. Per ognuno di loro il musicista riceverà 10 dollari e, in più, un account gratuito alla streaming radio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 29 Gennaio 2013

TAG: Siae, Società italiana degli autori ed editori, Rdio, Skype, Janus Friis, Spotify, Rhapsody International, Manlio Mallia, Scott Bagby

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