Dell via dalla Borsa, in pista anche Microsoft

L'OPERAZIONE

Chiuso il riacquisto di azioni e il delisting finanziato da Redmond, dal fondatore Michael Dell e dal fondo di private equity Silver Lake. Ora focus su consulenza informatica e software

di Paolo Anastasio

Il boom di smartphone e tablet è stato letale per Dell, che sceglie il delisting per avviare una ristrutturazione del business che punta sulla diversificazione dal core business dei pc, in crisi nera. Michael Dell, il fondatore dell'azienda di computer Dell, acquisterà la società che porta il suo nome in un affare da 24,4 miliardi di dollari, il più alto leverage buyout dall'inizio delle crisi finanziaria.
Michael Dell, il private equity Silver Lake pagheranno 13,65 dollari ad azione per l'azienda, numero tre al mondo per i computer, alle spalle di HP e di Lenovo. All’operazione partecipa anche Microsoft. Il deal dovrebbe essere concluso entro la fine del 2014. Dopo 25 anni l’azienda lascia Wall Street e torna ad essere una private company.

L’accordo “porta immediatamente valore agli azionisti”, ha detto Brian Gladden, chief financial officer di Dell, che nel contempo ha riconosciuto come gli sforzi fatti dal produttore di pc per riprendersi dalla crisi non sono stati sufficienti. “Ci vorrà ancora tempo” per risalire la china, ha detto Gladden. I cambiamenti necessari  per uscire dalle secche saranno fatti più facilmente senza il controllo e I vincoli di una public company. L'obiettivo ora è diversificare il business, puntando su consulenza informatica e software.

Nel quadro dell’accordo, gli azionisti di Dell riceveranno 13,65 dollari in contanti per ogni azione. Il prezzo rappresenta un premio del 25% sul prezzo di chiusura di 10,88 dollari di Dell in borsa l’11 gennaio scorso, l’ultimo giorno di contrattazione dei titoli prima delle voci di un possibile delisting.

Le prime avances di Michael Dell al cda dell’azienda per un possibile buyout risalgono all’agosto dell’anno scorso. Da allora, il processo è  stato messo in atto in maniera graduale e strutturata.
La transazione sarà finanziata con un mix di contanti e azioni da Michael Dell, Silver Lake, Msd Capital, L.P.; e un prestito di 2 miliardi di dollari da parte di Microsoft, oltre al finanziamento del debito garantito da Bofa Merrill Lynch, Barclays, Credit Suisse e Rbc Markets.

Microsoft ha reso noto che “si impegna nel lungo termine per il successo dell’intero ecosistema dei pc e che intende investire pesantemente e in diversi modi per costruire l’ecosistema del futuro”. Il sistema operativo Windows è il cuore dei pc di Dell.

Michael Dell, che detiene circa il 14% delle quote, continuerà a ricoprire la carica di chairman e Ceo. In futuro, manterrà una quota significativa e garantirà investimenti importanti. Ad oggi, i pc rappresentano ancora il 50% dei ricavi dell’azienda, anche se l’obiettivo è rifocalizzare il business.  

In passato, l’azienda texana di Round Rock è stata per anni il primo fornitore al mondo di pc, con una capitalizzazione superiore ai 100 miliardi di dollari. I problemi sono arrivati in concomitanza con il boom di smartphone e tablet, che hanno pesantemente colpito le vendite di pc tradizionali. Ma anche prima del 2007, anno in cui debuttò il primo smartphone, Dell non ha avuto la vita facile. A partire dal 2004 è stato un susseguirsi di laptop con batterie difettose, previsioni mancate a Wall Street, margini in declino e indagini della Sec relative ad un accordo con Intel, che finì con un pagamento di 100 milioni di dollari.

Michael Dell ha fondato l’azienda nel 1984 nel dormitorio della Texas University. La quotazione in borsa risale al 1988, quando l’azienda valeva 85 milioni di dollari.

Il titolo Dell ha perso più della metà del suo valore dal 2007 ad oggi, non solo per la forte concorrenza di smartphone e tablet e la crescente diffusione del cloud computing ma anche per la forte concorrenza di HP e Lenovo.

Consumer e aziende stanno dismettendo i pc tradizionali, a vantaggio di prodotti targati Apple e Samsung. E Dell ha perso sempre più terreno, finendo alle spalle di Oracle, Cisco Systems e Ibm nel business dell’hardware, dei software e dei servizi per data center. Per l’esercizio fiscale 2013, secondo previsioni di Bloomberg, l’azienda registrerà ricavi per 2,98 miliardi di dollari, a fronte di 3,49 miliardi del 2012
 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 05 Febbraio 2013

TAG: dell, michael dell, silver lake, hp, lenovo, microsft, brian gladden, Bofa Merrill Lynch, Barclays, Credit Suisse, Rbc Markets, Apple, Samsung, Oracle, Cisco Systems, Ibm

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