Carnegie Mellon: film online, più ricavi dopo chiusura MegaUpload

PIRATERIA

Aumentate del 6-10% le revenue per le major nei 4 mesi successivi all’oscuramento del più noto portale pirata di file sharing

di L.M.

I ricavi delle vendite di film online sono cresciuti tra il 6 e il 10% dopo la chiusura, a gennaio 2012, di MegaUpload, il network fondato dal tedesco Kim Dotcom, alias Kim Schmitz, e noto per aver distribuito illegalmente film e musica. Lo sostiene uno studio dell’"Iniziativa per l’analisi dell’intrattenimento digitale" della Carnegie Mellon University (Usa), che ha condotto ricerche su due grandi studios cinematografici misurando i risultati in 12 diversi Paesi.

Dall’indagine emerge che, nei quattro mesi successivi al blocco di MegaUpload, le vendite digitali di film da parte delle major cinematografiche sono cresciute da 10.500 a 15.300 unità alla settimana, mentre il noleggio è aumentato da 13.700 a 24.000 unità settimanali.

“Ne deduciamo – hanno detto gli esperti della Carnegie Mellon – che la chiusura di MegaUpload e Megavideo hanno indotto alcuni clienti a passare dalla pirateria informatica all’acquisto o noleggio attraverso i canali digitali legali”. I ricercatori hanno però precisato di non sapere se il trend continuerà oppure “alla fine i nuovi consumatori troveranno soluzioni alternative per tornare ai canali illegali”.

Quando il governo Usa lanciò l’offensiva anti-pirateria, il sito di Dotcom vantava circa 50 milioni di utenti al giorno, impegnati a scambiarsi file senza alcun ritorno economico per i proprietari dei diritti. Il fondatore, accusato dall’Fbi di aver incassato 175 milioni di dollari grazie al business iniziato nel 2005, fu arrestato mentre si trovava nella villa di Auckland (Australia), dove è rimasto agli arresti domiciliari. Il 38enne Robin Hood di Internet (come l’ha definito qualcuno) è stato incriminato per violazione del copyright, riciclaggio di denaro e altri reati.

Il 20 gennaio scorso è tornato all’attacco con Megaconz, nuovo portale per condivisione di file, che tenta di sfuggire a ulteriori questioni legali affidandosi a una nuova modalità di decriptazione. In pratica ogni volta che un utente carica un file gli viene consegnata una chiave unica per decriptarlo, di cui soltanto lui è in possesso. Se vorrà condividere questo file con altre persone potrà rivelare loro la chiave, postandola pubblicamente o privatamente, ma in questo modo Kim Dotcom e il suo staff eviteranno eventuali questioni legali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 08 Marzo 2013

TAG: MegaUpload, Kim Dotcom, Kim Schmitz, Carnegie Mellon, Megavideo, Megaconz

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