Ciniero (Ibm Italia): "Più risorse a favore dell'Ict"

ICT: I PROTAGONISTI/12

Il numero uno di Big Blue in Italia interviene al nostro forum. "Occorre colmare l’arretratezza informatica che ci divide da altri Paesi e promuovere innovazione a tutti i livelli, utilizzando al meglio quello di cui disponiamo in abbondanza: know-how e tecnologia"

L’obiettivo più importante sta nel favorire il cambiamento a tutti i livelli, legato alla trasformazione del modo in cui la nostra economia e il nostro quotidiano funzionano. C’è un bisogno forte di colmare l’arretratezza informatica che ci divide da altri Paesi e di promuovere innovazione a tutti i livelli, utilizzando più intelligentemente ciò di cui disponiamo in grande abbondanza: know-how e tecnologia.Per le imprese ciò significa analizzare se e quanto gli strumenti in loro possesso rendono efficiente il modello di business, razionalizzando e investendo con un’ottica di lungo termine. Per le istituzioni si tratta invece di promuovere misure propulsive che aiutino ‘qui e ora’. Dalla coniugazione di questi due aspetti, capacità competitiva e produttività per l’intero sistema-Paese finiscono per incrementarsi. Le politiche di sostegno del governo non possono più permettersi di ignorare l’industria ‘Information Technology’. Spiace dirlo ma, per aiutarne il rilancio, sono mancati finora sia stanziamenti ad hoc di risorse finanziarie sia misure come la defiscalizzazione della ricerca e dell’impiego di ‘cervelli’. Un plauso invece per la PA che si sta muovendo in maniera brillante, dimostrando di aver capito quanto sia importante premere l’acceleratore sui progetti che possono contare sull’integrazione di infrastrutture esistenti, pronte all’uso. Con la volontà politica di farlo, semplici innovazioni riescono letteralmente a trasformare il rapporto con i cittadini e le stesse imprese. Certo, molto resta ancora da fare – pensiamo a quanta efficienza scaturirebbe dal dialogo di sistemi che oggi soffrono per mancanza di standardizzazione – ma il volano si è messo in moto. Pur pressate dall’esigenza di contenere il più possibile i costi, le piccole e medie aziende italiane ci testimoniano l’esigenza di cambiare e la consapevolezza di doverlo fare. Non vedo quindi barriere alla diffusione dell’Ict se non nella mancanza di aiuti e di stimoli. Lo vediamo, nel nostro piccolo, ogni qualvolta, accanto alle competenze tecnologiche, offriamo loro facilitazioni che vanno dal leaseback al finanziamento vero e proprio, dalle opzioni di dilazione dei pagamenti alla locazione. È una questione di risorse a disposizione, dunque.  

13 Ottobre 2009