Dopo YouTube, Android. Quanto vale per Google?

APPLICAZIONI

di Matteo Buffolo
Chissà se dopo la maledizione di Montezuma arriverà la maledizione di Google: ovvero la capacità di fare, o comprare, prodotti e servizi che sono sulla bocca di tutti e che fanno parlare il mondo, ma che al tempo stesso non portano profitti alla casa madre. E se Youtube è emblematico in questo senso, un primo bilancio suggerisce anche che Android, il sistema operativo per cellulari messo a punto dal gigante di Mountain View, sembra destinato alla stessa strada. Ovvero a conquistarsi le attenzioni del mondo, cosa che in effetti dall’annuncio di due anni fa è successa, ma a non portare un euro nelle tasche di Brin e Page.

Infatti, anche se Android è sbarcato in 26 paesi grazie a nove telefoni messi in campo da 32 operatori, un’operazione riuscita alla grande, secondo gli analisti non ha però ancora generato flussi di denaro: il mercato delle applicazioni è ancora minuscolo, e la pubblicità è tutta da venire.

In particolare, il mercato delle App è circa 8 volte più piccolo di quello di Apple (10mila contro 85mila) e, anche se dovrebbe raggiungere i 4,2 miliardi di dollari nel 2013, sarà dura per l’azienda di Mountain View averne una quota significativa, anche perché, attualmente, sembra mancare ancora una killer application. Per quanto riguarda la pubblicità, poi, se sul web Google ha raggiunto importanti risultati, dal lato del mobile ci sono difficoltà dovute agli schermi troppo piccoli; una frontiera potrebbe essere quella della pubblicità locale, ma anche qui rimangono molti dubbi sulla volontà degli utenti di svelare la propria posizione. Insomma, il puzzle è ancora tutto da comporre.

13 Ottobre 2009