Huawei, crescita bloccata negli Usa per tutto il 2013

L'ANALISI

L'analisi di Yankee Group: "Aumentano i profitti in Asia e Europa, ma non negli Stati Uniti: è la conseguenza delle accuse sulla security"

di L.M.

Huawei non vedrà incrementare i propri profitti quest’anno nel mercato statunitense a causa delle ripetute accuse relative alla sicurezza formulate nei mesi scorsi dagli Usa. È l’analisi di Boris Metodiev, senior analyst del Yankee Group, che sottolinea come l’ingresso negli Stati Uniti abbia portato con sé una serie di problemi per il colosso telefonico cinese.

In una recente intervista al Wall Street Journal, il vicepresidente in carico del marketing della rete wireless di Huawei, Bob Cai, ha dichiarato che l’azienda resta ottimista sul suo outlook globale per il 2013, grazie alla prevista crescita nei mercati asiatici ed europei. Ha poi aggiunto che la divisione in carico dell’infrastruttura di rete mobile dovrebbe salire almeno del 10% quest’anno (nel 2012 la crescita era stata dell’11%).

Tuttavia il percorso di Huawei negli Usa ha cominciato ad essere sempre più accidentato dal settembre 2012, quando la company è stata accusata, in un audizione al Congresso, di non voler collaborare a un’indagine su questioni di sicurezza e i parlamentari hanno tacciato Huawei di non essere stata in grado di dimostrare la propria effettiva indipendenza dal governo cinese.

“Dopo che gli americani hanno duramente accusato Huawei di aver lasciato che il governo cinese utilizzasse le sue attrezzature per ‘rubare’ la proprietà intellettuale statunitense – osserva l’analista Boris Metodiev – il comitato di intelligence Usa ha fatto un passo indietro, limitandosi a dire che l’uso degli apparati di Huawei poteva causare potenziali rischi alla sicurezza. Ma il danno era ormai fatto: in vista di un merger, Sprint Nextel e SoftBank si sono piegate (a marzo 2013, ndr) alle pressioni del governo Usa impegnandosi a non usare attrezzature del vendor cinese di telecomunicazioni dopo la loro fusione”.

Secondo l’esperto della società di ricerca, “il fatto che gli operatori mobili in tutta l’Europa occidentale stiano ancora collaborando con Huawei – e non c’è stata alcuna prova di reali minacce alla sicurezza – significa che la questione, negli Usa, non riguarda la security ma è di natura economica”.

Tuttavia l’analista conclude sottolineando che, per una grande multinazionale come Huawei, che cerca di diversificare i prodotti ed espandersi in diversi mercati, “è normale avere un successo variabile a seconda delle differenti divisioni, così come è normale che la mancanza di una compensi la buona riuscita di un’altra. La domanda di reti mobili next-generation è in crescita, specialmente con l’adozione del 4G in molti Paesi del mondo. E non dimentichiamo che Huawei è uno dei maggiori produttori di attrezzature per dispositivi mobili nel pianeta. L’azienda – conclude Metodiev – continuerà a registrare una crescita in Asia e Europa, dove peraltro effettua le prinicipali operazioni, e questo compenserà facilmente le perdite in Usa”.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 05 Aprile 2013

TAG: Huawei, Boris Metodiev, Yankee Group, Sprint Nextel, SoftBank

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