Zorzetto (Meetic): "Non temiamo i social network"

L'INTERVISTA

Il country manager: "Dalla diffusione di Facebook & co. vantaggi anche per noi"

di Patrizia Licata

Anche dal punto di vista di Meetic, leader in Italia del dating online per numero di iscritti (7 milioni), il principale avvenimento sul mercato degli ultimi anni è stata la nascita del fenomeno social e in particolare l’ascesa di Facebook, “con tutte le applicazioni correlate”, nota Maurizio Zorzetto, Country Manager di Meetic Italia.
Il social preoccupa l’industria degli incontri su Internet?
I social network vengono usati per cercare appuntamenti o relazioni ma non hanno messo in crisi il mercato. Anzi, hanno avvicinato le persone a Internet permettendo loro di acquisire familiarità con la creazione e gestione di profili e foto online. Facebook e siti social hanno aiutato a sviluppare il dating online.
Ora però arriva la ricerca con Social Graph e Facebook, dicono gli analisti, potrebbe diventare a tutti gli effetti un player del settore. Gli equilibri cambieranno?
Non credo che lo scenario cambierà. Gli utenti del dating online utilizzano i siti dedicati perché consentono di trovare persone che come loro sono disponibili ad essere contattati con l’obiettivo finale di organizzare un incontro. Gli utenti di Meetic hanno spesso un profilo su Facebook ma noi consideriamo i due mondi diversi. Facebook è specializzato nei contatti con amici esistenti, o al massimo amici di amici, ma non è detto che siano interessati a incontri romantici. I siti di incontri come il nostro permettono di conoscere persone nuove, affini e interessate a delle relazioni.
Però nella vita reale le coppie spesso si formano conoscendosi tramite amici in comune, non cercando fra sconosciuti.
L’esperienza maturata con Meetic, dove lavoro da otto anni, mi permette di dire che i due sistemi sono entrambi ottimi. Non sono in competizione fra loro, anzi possono aiutarsi a moltiplicare le opportunità per gli utenti.
Puntate ai servizi di geolocalizzazione?
Sembravano promettenti, ma pongono problemi di privacy: agli utenti piace far sapere dove si trovano quando si rivolgono agli amici (come avviene su Facebook), ma sono molto meno disposti a divulgare questa informazione a degli sconosciuti. Perciò non è un servizio che noi pensiamo, almeno nell’immediato, di offrire. Vediamo opportunità molto più interessanti nelle app mobili: perciò abbiamo trasformato il sito da Wap in Html5 e offriamo applicazioni per tutte le piattaforme. Con le app si può replicare on the go l’esperienza su web.
I siti di dating hanno dunque un rapporto obbligato con gli operatori mobili i quali, indicano gli studi di settore americani, trovano nelle app del dating una fonte di guadagno interessante. Che cosa ne pensa?
Un tempo si faceva pagare nell’abbonamento mobile un tot per ogni pagina caricata, ma oggi noi non lo riteniamo un sistema trasparente. Se da device mobile mi collego al portale di una telecom e poi entro nel sito di dating (come canale mobile gestito dal provider), la telco mi fa pagare una certa somma per ogni pagina caricata, col rischio per l’utente di una bolletta stratosferica, visto che l’utilizzo dei siti di dating genera una moltitudine di pagine. Per questo Meetic oggi collabora solo con provider telefonici che possano offrire un abbonamento flat senza limite di page views. Molto più interessante il flusso di revenue che si apre per Apple: oggi per ogni utente che scarica l’app di Meetic su iPhone o iPad e da qui si iscrive al servizio premium di Meetic (accede allo status a pagamento) Meetic deve versare una parte del suo guadagno ad Apple.                      

©RIPRODUZIONE RISERVATA 13 Aprile 2013

TAG: maurizio zorzetto meetic

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