Vaccarono: "Puntare sui giovani per portare online il made in Italy"

L'INCHIESTA

Il settore dell'Ict è un volano di crescita del Pil e di modernizzazione del Paese. Quali misure prioritarie il governo Letta deve adottare per sfruttarne le potenzialità e far ripartire economia e occupazione anche in un quadro di spending review? La parola al country director di Google Italy

di Fabio Vaccarono, country director Google Italy

Portare l’Italia nell’economia digitale è una priorità per l’economia dell’intero Paese, non è una questione settoriale. Il web rappresenta una leva insostituibile per la crescita. Ecco perché sono convinto che la digitalizzazione dovrebbe essere un pilastro della politica industriale. Sarebbe quindi innanzitutto necessario avere un punto di riferimento unitario che coordini le varie politiche per la digitalizzazione. Il web può essere una risposta importante anche alla priorità, enunciata dal Presidente Letta, di far crescere l’occupazione giovanile. I dati ci dicono che grazie al digitale si crea lavoro per i giovani. Le Pmi attive online assumono di più, secondo uno studio della London School of Economics, per ogni 10% di incremento nella diffusione e utilizzo di Internet, l’impiego giovanile cresce dell’1,5%. Occorre puntare su Internet per far entrare i giovani nel mondo del lavoro e, allo stesso tempo, sui giovani per portare online il Made in Italy. Gli studenti sono i naturali “digitalizzatori” dell’economia italiana. Facciamoli entrare in azienda con questo obiettivo.

quello che stiamo contribuendo a fare, insieme ad Unioncamere, con il progetto “Distretti sul Web”. L’altro passo necessario sarebbe una grande opera di semplificazione normativa e di spinta all’innovazione. L’e-commerce è il naturale strumento per le nostre Pmi per conquistare nuovi i mercati. Ma troppi vincoli giuridici e burocratici lo frenano. E la PA dovrebbe passare online il 100% dei rapporti con le imprese, semplificando così procedure e relazioni con gli imprenditori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 25 Giugno 2013

TAG: google, fabio vaccarono

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