Sepa: adozione al ralenti. L'IT questione rilevante

PAYMENTS SUMMIT

Ancora al palo la creazione dell'area unica europea dei pagamenti elettronici. L'Ad di SIA-SSB Vanetti: "Importante lo sviluppo di nuovi strumenti e servizi a valore aggiunto per uno scenario più aperto alla competizione e all'innovazione"

di Mila Fiordalisi
Sebbene siano stati fatti importanti progressi per la realizzazione della Sepa (l'area unica dei pagamenti), soprattutto a livello istituzionale e normativo, il processo di implementazione in termini operativi dei nuovi standard per i servizi di pagamento da parte di banche, aziende, pubbliche amministrazioni e consumatori procede a rilento.
E' quanto emerso in occasione della presentazione ufficiale in Italia del “World Payments Report 2009” di Capgemini, avvenuta nel corso della quarta edizione “Do You Sepa? – Landing on the PSD planet”, l’International Payments Summit organizzato dal Gruppo SIA-SSB.

"La comunità finanziaria europea non nutre riserve sull’attuazione della PSD (Payment Services Directive) e la Sepa –sottolinea Renzo Vanetti, Amministratore Delegato di SIA-SSB - l’area unica dei pagamenti si realizzerà, è un traguardo finale che certamente raggiungeremo, ma il punto è come e quando. Affinché l’intero processo di migrazione possa completarsi è assolutamente necessario stabilire una scadenza precisa, valida in ogni paese coinvolto: una end-date unica, o anche diverse end-date per ogni tipologia di strumento di pagamento”.

“Una vera rivoluzione sarà proprio l’ingresso sul mercato delle Payment Institutions – prosegue Vanetti - nuovi soggetti in grado di processare transazioni di pagamento, ma altrettanto importante sarà lo sviluppo di nuovi strumenti e servizi a valore aggiunto che definiranno uno scenario sempre più aperto alla competizione e all’innovazione”.

La conferma della necessità di stabilire una end-date deriva dallo scarso utilizzo, ad esempio, dei bonifici Sepa: ad agosto 2009, un anno e mezzo dopo il lancio degli SCT (SEPA Credit Transfer), solo il 4,5% usavano il nuovo standard. Alcuni Paesi sono stati più ricettivi di altri nell’adozione dei nuovi standard per i bonifici: secondo la Banca Centrale Europea, la Slovenia e il Lussemburgo sono tra i paesi dell’Eurozona in cui la migrazione risulta più estesa. In particolare il Lussemburgo ha registrato nella seconda metà del 2008 una percentuale di SCT pari all’85% del totale dei bonifici.

Un passaggio attuato anche da alcuni paesi non-Euro come la Danimarca e la Lituania, in cui i Sepa Credit Transfer nel secondo semestre del 2008 hanno raggiunto rispettivamente il 56,3% ed il 41,9% del totale dei bonifici. La percentuale di SCT effettuati negli altri Paesi dell’area Euro risulta però molto bassa: ne sono un esempio il Belgio (2,7%), la Spagna (1,5%), la Francia e la Germania (meno dell’1%). Per quanto riguarda i pagamenti di addebito diretto (SDD - Sepa Direct Debit), l’avvio dei nuovi standard è previsto per il 2 novembre prossimo.

Già da qualche mese SIA-SSB ha reso disponibile un nuovo servizio denominato “SmartSDD” destinato alle banche europee per la gestione degli incassi secondo gli standard Sepa. BNP Paribas è tra i principali istituti di credito europei ad aver adottato la soluzione SmartSDD. Inoltre SIA-SSB svolge il ruolo di partner tecnologico di EBA Clearing per la gestione della piattaforma STEP2, la prima ed unica clearing house paneuropea (PE-ACH) per i pagamenti al dettaglio in euro, che a partire dal 2 novembre consentirà ad oltre 2.000 banche dirette e indirette, tra cui i primari gruppi bancari italiani, di scambiarsi anche addebiti diretti Core e B2B.

Il mondo delle aziende finora non si è ancora mosso in modo concreto per l’implementazione della Sepa a causa della ridotta quantità di informazioni utili a comprenderne i reali benefici e a motivarne quindi gli investimenti necessari, per esempio in IT.

In generale, le aziende ritengono che gli sforzi di implementazione potrebbero essere portati a termine in circa due anni, ma la parte IT è una questione rilevante. Anche il settore pubblico, che per la sua naturale capacità di generare volumi potrebbe svolgere un ruolo trainante nella migrazione verso gli strumenti di pagamento Sepa, sta adottando i nuovi standard con lentezza: in Belgio, Germania, Francia, Spagna e Slovenia, meno dell’1% dei bonifici della PA risultavano essere SCT.

“Nonostante Pubblica Amministrazione, Imprese e Consumatori abbiano ampiamente riconosciuto i benefici di Sepa, l’Unione Europea ed i governi nazionali sembrano distratti e non investono sufficienti risorse per sostenere la creazione dell’Area Unica dei Pagamenti in euro” sostiene Sergio Magnante, Financial Services Leader di Capgemini Italia. “Non si può continuare a ritenere che in regime di autoregolamentazione, gli investimenti siano quasi esclusivamente a carico del sistema bancario, quando a beneficiare dell’armonizzazione del sistema dei pagamenti saranno prevalentemente Imprese e Pubblica Amministrazione. I governi nazionali, in coerenza con i principi ispiratori di Lisbona, devono adoperarsi con determinazione per sostenere la migrazione alla Sepa e devono contribuire con misure concrete agli investimenti complessivi, a favore dell’auspicato e condiviso beneficio del sistema economico”, conclude Magnante.

26 Ottobre 2009