Candy Crush, il creatore italiano nell'Olimpo mondiale dei media

LA CLASSIFICA

Riccardo Zacconi nella lista internazionale dei potenti stilata dal Guardian (UK), dietro Larry Page (Google) ma prima di Marissa Mayer (Yahoo). La società potrebbe quotarsi al Nasdaq

di L.M.

C’è un italiano tra le cento personalità ritenute più potenti nei media: è Riccardo Zacconi, 46 anni, co-fondatore e Ceo della società produttrice di Candy Crush Saga, gioco per Facebook e smartphone che sta riscuotendo grande successo e che attualmente vanta 44 milioni di utenti al mese.

È stato il Guardian a inserirlo al cinquantaseiesimo posto dietro a Larry Page (Google), Rupert Murdoch (News Corp/Sky) e Jeff Bezos (Amazon), ma davanti a Marissa Mayer (Yahoo!).

Nato a Roma nel 1967, trasferitosi in Germania negli anni Novanta e quindi a Londra nel 2001, Zacconi non è una new entry dell’industria dei media e di Internet: ha mosso i primi passi durante la prima ondata della new economy, con esperienze di consulenza e gestione in portali (Spray, Lycos) e siti di appuntamenti (uDate.com). Nel 2003 è stato tra i fondatori di King.com, società londinese inizialmente specializzata nello sviluppo di giochi per piattaforme web come Msn e Yahoo. Dopo qualche momento difficile è tornato in auge con Candy Crush Saga lanciato nel 2012.  

Si tratta di un gioco in cui bisogna accostare caramelle dello stesso colore, in modo da farle scomparire e superare livelli sempre più complicati. Appartiene a quella famiglia di applicazioni che si muovono all’incrocio tra “casual game” (giochini semplici, ripetitivi, sulla falsariga del Solitario per pc) e “social game” (in cui si confrontano i propri risultati con quelli degli amici su Facebook e altri social network). Un settore con un’utenza molto più ampia rispetto a quella classica dei videogiochi e prevalentemente femminile (fino all’80% ), in principio dominato dall’americana Zynga (FarmVille) e nel quale oggi si sta affermando la King (che nel frattempo ha eliminato dal nome ufficiale l’appendice .com).

L’accesso a Candy Crush Saga è gratuito, ma per attivare funzioni extra gli utenti devono pagare cifre che vanno dai 99 centesimi per una vita aggiuntiva a diverse decine di euro per elementi più complessi. Il modello funziona: secondo una stima dell’agenzia Think Gaming “Candy Crush Saga” porta nelle casse di King circa 600mila dollari al giorno e a giugno la società ha deciso di cancellare le inserzioni pubblicitarie all’interno del gioco. Al momento i guadagni provenienti direttamente dagli utenti bastano a garantire un business solido e in crescita.

Non solo: la sua rapida ascesa ha messo alla prova persino la potenza di calcolo di un algoritmo. Il popolarissimo gioco ha infatti messo in crisi gli analisti di AppData, una società d'indagini di mercato specializzata sui giochi e sulle app utilizzate tramite la piattaforma di Mark Zuckerberg. AppData ha annunciato che sta rivedendo le proprie statistiche sull'uso del gioco a partire almeno dallo scorso marzo. La crescita è stata infatti così straripante rispetto a mobile e web game simili che l'algoritmo utilizzato in questi mesi per prevederne e stabilirne le dimensioni è da considerarsi del tutto inadeguato.

Il boom potrebbe portare Candy Crash addirittura in Borsa. A giugno è circolata la notizia che King avrebbe affidato alle banche JP Morgan Chase, Credit Suisse e Bank of America il compito di avviare le pratiche per la quotazione al Nasdaq. “Solo una delle opzioni possibili”, ha commentato Zacconi.

Varie analogie accomunano la vicenda di Candy Crush al successo riscosso negli ultimi mesi da Mag Interactive, il gruppo di sviluppatori svedesi che hanno dato vita a Ruzzle, sorta di Scarabeo per smartphone e poi a Quiz Cross, più simile al Trivial Pursuit.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 02 Settembre 2013

TAG: Riccardo Zacconi, Candy Crush Saga, Guardian, Larry Page, Google, Rupert Murdoch, News Corp, Sky, Jeff Bezos, Amazon, Marissa Mayer, Yahoo, Spray, Lycos, uDate.com, King.com, Zynga, Farmville, Mag Interactive, Ruzzle, Quiz Cross

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