Unicredit e Ibm unite in nome dell'IT, nasce V-Tservices

LA JOINT VENTURE

Via alla joint venture tra il gruppo bancario e Ibm che eredità le attività di Unicredit business integrated solutions. Paolo Fiorentino: "La parola d'ordine è co-sourcing"

di Luigi Ferro

Efficienza, innovazione e saving. Con queste linee guida prende il via Value Transformation Services, la joint venture 51% Ibm e 49% Unicredit che si occuperà della gestione dell’infrastruttura tecnologica del gruppo bancario ereditando le attività di Ubis, Unicredit business integrated solutions.

“Non si tratta di una semplice operazione di outsourcing – precisa Paolo Fiorentino deputy general manager-chief operating officer di Unicredit - ma di cosurcing che nasce non tanto per realizzare risparmi, ma per cercare un partner per la gestione della complessità delle attività del gruppo”.

1,2 milioni di prelievi quotidiani ai bancomat di Unicredit, 1,3 milioni di email, sei milioni e mezzo di transazioni sui conti correnti sono alcune delle cifre dell’attività quotidiana alle quali sovrintende Ubis che si occupa anche del real estate del gruppo e dell’e-procurement.

Un’attività complessa per la cui gestione aveva bisogno di un partner “con competenze anche superiori alle nostre” che fornisse anche garanzie sul fronte dell’innovazione. “Da questo punto di vista – prosegue Fiorentino - vogliamo essere al livello T-1 dell’innovazione per avere la penultima soluzione disponibile”. L’ultima, vista la criticità del business di Unicredit, sarebbe troppo rischiosa.

In più la nascita di V-Tservices garatisce 725 milioni di euro di risparmio spalmati su dieci anni con circa settecento dipendenti di Ubis che passeranno nella nuova società insieme a trecento lavoratori di Ibm.

V-TServices ha il quartier generale a Milano, ma le due sedi operative più importanti sono quelle di Verona e Monaco di Baviera, con un business distribuito su sei Paesi (Italia, Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria) e sei datacenter in Italia, Germania e Austria.

L’obiettivo però non è solo quello di gestire le attività del gruppo bancario migliorando i livelli di servizio, dell’infrastruttura e introducendo soluzioni innovative, come ha sottolineato Giovanni Linzi, ceo della nuova società, ma di uscire dall’ambito “captive” di Ubis per cercare altri clienti sul mercato.

Il target, aggiunge Massimo Schiattarella, general manager di V-Tservices, è formato da banche di medie dimensioni fra i trecento e i settecento sportelli. Si tratta di un gruppo di 15-20 istituti di credito troppo grandi per i local provider che seguono le banche più piccole per “autoefficientarsi”.

L’Italia sarà il primo terreno di azione della società che non esclude l’interesse anche per il settore pubblico, mentre sul fronte interno lavorerà su stabilità e standardizzazione. In contemporanea si lavorerà sull’ottimizzazione di tutta l’area mainframe, storage e network, ma soprattutto, racconta Linzi, prenderà avvio un progetto “che senza ombra di dubbio è il più grande progetto cloud in ambiente distribuito che sia mai stato realizzato”. L’obiettivo è di portare il 40-50% delle istanze applicative di Unicredit sulla nuvola. Le prime nell’arco di otto mesi, mentre il raggiungimento dell’obiettivo è previsto nel giro di 12-14 mesi.

Un centro dedicato all’innovazione avrà invece il compito di analizzare il mercato in termini di nuove prospettive per identificare le nuove tecnologie che possono portare a differenti modelli di business.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 10 Settembre 2013

TAG: Value Transformation Services, ibm, unicredit, paolo fiorentino, massimo schiattarella

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